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NOVITÀ NORMATIVE

REVISORI E CORTE DEI CONTI SEMPRE PIU' COLLABORATIVI.

Revisori come longa manus delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti. L'articolo 14 del dl 138/2011, come riscritto dal maxi-emendamento passato ieri al senato incide profondamente sulle funzioni dell'organo di revisione contabile degli enti locali.
Infatti, stabilisce per la prima volta un contatto diretto tra i componenti dell'organo e le sezioni regionali di controllo della magistratura contabile, prevedendo che «il collegio, ai fini del coordinamento della finanza pubblica, opera in raccordo con le sezioni regionali di controllo della corte dei conti», creando un collegamento molto chiaro tra i controlli interni di natura preventiva e relativi alla gestione durante il suo evolversi ed i controlli esterni, successivi alla conclusione della gestione medesima.
È il tentativo, da parte del legislatore, di rinvigorire il sistema dei controlli negli enti locali, pesantemente svuotato e messo in discussione dalle leggi Bassanini, trasformando in maniera molto forte il ruolo dei revisori dei conti, che da garanti del corretto operare dell'organo di governo e, in particolare del consiglio, si trasformano in veri e propri controllori della legittimità della spesa, in ossequio alle indicazioni della Corte dei conti, che finisce per avvalersi dei revisori per svolgere le proprie funzioni di controllo. Che da successivo e collaborativo, si trasformano sempre più in attività di controllo interno e piena ingerenza su tutte le questioni connesse alla gestione contabile e al patto di stabilità, tra cui non solo le regole di bilancio, ma anche le verifiche sulla correttezza di voci di spesa rilevanti, quali quelle connesse al personale.
In conseguenza di questo nuovo ruolo, cambia il sistema di reclutamento dei revisori. Potranno essere nominati solo soggetti in possesso dei requisiti previsti dai principi contabili internazionali, della qualifica di revisori legali come disciplinata dal dlgs 39/2010 e di specifica qualificazione professionale (da dimostrare evidentemente col curriculum) in materia di contabilità e finanza pubblica locale, sulla base di criteri di professionalità che saranno stabiliti dalla Corte dei conti, ad ulteriore conferma dello strettissimo collegamento tra la magistratura contabile e il nuovo corso degli organi di revisione.
Il sistema di nomina viene in parte modificato: infatti, i componenti dell'organo di revisione non potranno essere più scelti sulla base della mera iscrizione al registro professionale ed alla candidatura presentata al consiglio, ma estratti da un elenco composto da tutti i soggetti in possesso dei requisiti di cui sopra.
Di estrazione parlava anche il precedente testo della norma. La gran parte dei primi interpreti ha letto la previsione nel senso che i revisori debbano essere estratti a sorte. Il che, in effetti, consentirebbe di evidenziare l'indipendenza dalla compagine di governo dell'ente locale.
Tuttavia, tale chiave di lettura, per quanto non esclusa dalla norma, non appare del tutto convincente. Infatti, la legge si limita a parlare di estrazione, non fa riferimento ad un'estrazione a sorte, né vi è alcuna modifica, espressa o tacita, alla procedura di nomina prevista dall'articolo 234 del dlgs 267/2000, che assegna ai consigli il compito di individuare i revisori.
Probabilmente, la norma deve essere più correttamente intesa nel senso che i consigli potranno incaricare solo i revisori in possesso dei requisiti indicati prima ed inseriti negli elenchi appositamente predisposti.
L'indipendenza del loro operato, a questo punto, non risiederà tanto sul meccanismo della nomina. Tra l'altro, l'estrazione a sorte lascia parecchie perplessità, considerando che un revisore iscritto potrebbe non gradire per una serie di ragioni l'incarico toccatogli per ventura in una sede magari lontana o poco nota.
È, invece, il raccordo con la Corte dei conti la vera novità, lo strumento per trasformare definitivamente il collegio dei revisori in un organo del tutto autonomo dalla politica, visto che i revisori dei conti risponderanno per primi davanti alla magistratura contabile delle responsabilità per il loro operato contrario alle regole tecniche contabili.
FONTE: ITALIA OGGI

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