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NOVITÀ NORMATIVE

PER GLI ENTI LOCALI TAGLI SICURI A 4,2 MILIARDI MA POTREBBERO ESSERE 6.

Una stretta sicura da 4,2 miliardi, che potrebbero diventare 6 se la «Robin Tax» non dovesse dare i frutti sperati. È il conto presentato dalla manovra-bis approvata ieri a Regioni e Autonomie locali, in un quadro che soprattutto per Comuni e Province si mostra ancora venato da molti fattori di incertezza: oltre alle speranze legate all'imposta sulle imprese energetiche, sono ancora tutti da definire gli effetti dei parametri di «virtuosità», scritti nella manovra di luglio e anticipati al 2012 da quella appena arrivata al traguardo parlamentare.
Sul versante delle entrate, il pendant è lo sblocco delle addizionali, che tornano libere di salire fino all'8 per mille già dall'anno prossimo. Il tutto al netto dell'intervento della «commissione paritetica» che secondo l'ordine del giorno approvato ieri a Montecitorio (prima firmataria Barbara Saltamartini, del Pdl) andrà convocata entro un mese per studiare i problemi del patto di stabilità e dei costi delle istituzioni.
Proprio il patto di stabilità è lo strumento principe dei risparmi messi a bilancio dalla manovra nel capitolo dedicato agli enti locali. Il testo approvato ieri anticipa al 2012 tutto ciò che secondo la manovra di luglio era messo in calendario per il 2013, con il risultato che l'anno prossimo i nuovi obiettivi si aggiungeranno a quelli già messi in programma con la manovra dell'anno scorso.
Nel caso dei Comuni, l'aggiunta oscilla fra 1,2 miliardi (con lo sconto per la Robin Tax) e 1,7 miliardi, che si appoggiano su uno "scalino" da 4 miliardi già previsto dai vecchi interventi. In pratica, secondo i numeri Ifel che saranno presentati oggi dall'associazione dei Comuni, nel giorno dello «sciopero» dei sindaci contro la manovra, la cura si traduce in una stretta pari al 16% della spesa corrente, che si inerpica verso quota 16,7% se si considerano le esclusioni degli enti «virtuosi».
L'incertezza su questo fronte è legata alla concreta applicabilità dei parametri scritti a luglio per individuare i Comuni "migliori", a cui riservare un trattamento di favore: la manovra di luglio ha fissato un panel di parametri, dall'incidenza delle spese di personale all'autonomia finanziaria e l'equilibrio di parte corrente, ma ora vanno tradotti in pratica con numeri e criteri di calcolo; il tutto va fatto entro fine anno, perché poi andranno scritti i preventivi 2012 (e lo stesso termine riguarda il decreto con gli sconti per la Robin Tax, nonostante le incertezze sul gettito). I «virtuosi», comunque, andranno esclusi dal contributo alla manovra, con il risultato che il peso del risanamento si concentrerà sugli altri.
A Roma il conto è di 450 milioni (164 euro ad abitante), che diventano 472 scontando i virtuosi, a Milano invece si oscilla fra 283 e 297 milioni.
Per i piccoli Comuni, l'incognita del Patto di stabilità è in programma per il 2013. A partire dall'anno prossimo entreranno invece in vigore le norme ordinamentali, che oltre a ridurre Giunte e consigli imporranno agli enti fino a mille abitanti di confluire in Unioni di almeno 5 mila persone (3mila in montagna) e a quelli fra mille e 5 mila di gestire in forma associata le funzioni fondamentali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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