PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

OCCORRE MODIFICARE LO STATUTO PER L'IN-HOUSE DEI SERVIZI A RILEVANZA ECONOMICA.

La nuova disciplina di riferimento per i servizi pubblici locali con rilevanza economica presenta alcuni profili critici in relazione alla gestione degli affidamenti a società in house, date le regole molto più restrittive di quelle comunitarie. Rispetto all'articolo 23-bis della legge 133/2008, la disciplina contenuta nell'articolo 4 del DI 138/2011 ha un'importante differenza: non prevede per le società affidatarie in house la possibilità di mantenere la gestione esistente sino alla scadenza naturale, cedendo almeno il 40% del capitale sociale a un socio privato operativo, scelto con gara.
Il nuovo dato normativo impone agli enti soci di sviluppare un percorso più complesso. Anzitutto le amministrazioni devono approvare la modificazione dello statuto della società, per la sua apertura a soggetti privati nei termini di partecipazione minima previsti dalla nuova disciplina. Il passaggio successivo è la scelta del socio privato, mediante una procedura di gara che avrà come oggetto l'assegnazione delle quote o azioni (per almeno il 40% del capitale sociale) e l'attribuzione di specifici compiti operativi.
In questo quadro, la società mista deve essere configurata come gestore del servizio pubblico locale sulla base di un nuovo affidamento, fondato su un piano industriale che valorizza la partnership con il socio privato.
Un simile percorso è facilmente gestibile per i servizi pubblici dei quali gli enti locali sono sia titolari sia affidanti (ad esempio illuminazione pubblica, servizi cimiteriali), mentre risulta più complesso quando il soggetto affidante sia l'autorità d'ambito (o l'organismo che alla stessa deve succedere in funzione della soppressione delle stesse autorità, obbligatoria entro il 31 dicembre di quest'anno). In tale seconda ipotesi, infatti, la scelta del modello gestionale deve essere definita dagli enti locali che appartengono all'ambito territoriale ottimale in accordo con il soggetto pubblico responsabile dell'affidamento.
Le norme contenute nell'articolo 4 della manovra limitano le prospettive per il mantenimento in operatività delle società in house ai casi in cui queste siano affidatane di servizi pubblici con rilevanza economica di valore inferiore ai 900mila euro annui.
Tuttavia le affidatane dirette hanno un'ultima chance, rappresentata dalla possibilità di concorrere, in deroga al divieto generale di affidamento di servizi ulteriori stabilito dal comma 33, concorrere su tutto il territorio nazionale alla prima gara successiva alla cessazione del servizio, svolta mediante procedura competitiva a evidenza pubblica, avente a oggetto i servizi da essi forniti (come stabilito dall'ultimo periodo dello stesso comma).
Questa opzione, tuttavia, è esercitabile solo qualora un ente locale affidante di un servizio pubblico rientrante nel panel di quello gestito dall'affidataria in house decida di indire (comunque in tempi compatibili con la scadenza delle gestioni esistenti) una gara aperta agli operatori di settore, con i quali l'affidataria diretta dovrebbe confrontarsi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<dicembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
27282930123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio