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NOVITÀ NORMATIVE

NUOVO ITER PER L'ISCRIZIONE A RUOLO DELLA CAUSA TRIBUTARIA.

Approvati i modelli per richiedere l'iscrizione a ruolo della causa davanti al giudice tributario. Dopo l'ingresso del contributo unificato e della posta elettronica certificata, con la pubblicazione dei moduli sul sito delle Finanze il restyling del contenzioso fiscale può dirsi completato. Ma se le prime due novità, introdotte dal dl n. 98/2011, sono operative già dal 7 luglio, l'obbligo di presentare la nota di iscrizione in sede di costituzione in giudizio è in vigore solo da sabato scorso.
L'articolo 2, comma 35-quater del dl n. 138/2011 («manovra-bis»), convertito nella legge n. 148/2011, ha infatti previsto a carico della parte ricorrente il deposito della nota contenente la richiesta di iscrizione a ruolo del ricorso tributario nel registro generale dei ricorsi (Rgr) o degli appelli al momento della costituzione in giudizio.
Si tratta di un adempimento già esistente nelle cause civili. Un passaggio procedurale che consentirà alle segreterie amministrative delle commissioni tributarie di rilasciare al ricorrente il corrispondente numero di ruolo del Rgr. Inoltre, il Dipartimento delle finanze e il Cpgt, a fini statistici e di monitoraggio del contenzioso, potranno attingere ai dati con maggiore facilità, poiché la modulistica si presenta di immediata lettura.
La Direzione della giustizia tributaria del Dipartimento delle finanze ha predisposto due modelli: uno da utilizzare in Ctp e l'altro per le commissioni regionali. In primo luogo deve essere indicato l'organo giurisdizionale adito di primo o secondo grado. Dopodiché la parte ricorrente o appellante deve barrare la fattispecie per la quale fa richiesta di iscrizione al Rgr: ricorso introduttivo, ottemperanza, riassunzione, revocazione o richiesta di provvedimenti cautelari. Debbono altresì essere marcate le caselle «si/no» con riguardo all'avvenuta presentazione dell'istanza di sospensione e della domanda di trattazione in pubblica udienza. Trova spazio pure la procedura di reclamo-mediazione prevista dall'articolo 17-bis del dlgs n. 546/1992, anche questa una delle novità dell'estate.
Sempre nel frontespizio del modello va indicato il valore della controversia, distinguendo il tributo dalle sanzioni. Per quanto attiene al contributo unificato, operativo ormai da oltre due mesi nelle commissioni di tutta Italia, la parte che introduce il ricorso o l'appello è tenuta a indicarne l'importo, determinato secondo gli scaglioni riportati nella tabella in pagina. Inoltre, devono essere specificate le modalità e gli estremi del pagamento (F23, bollettino postale o contrassegno).
È la volta quindi dell'indicazione dei dati delle parti in causa, tra i quali compaiono gli indirizzi Pec (senza quello del difensore, come noto, il contributo unificato dovuto è aumentato della metà). Con riferimento al merito, devono essere inseriti i dati relativi agli atti impugnati e alla materia oggetto del contendere. È evidente come tale modulistica standard, con le molteplici fattispecie di imposte, tributi e dazi elencati in maniera «chiusa» e la richiesta di barrare quella esatta attraverso una crocetta, faciliti notevolmente la raccolta e l'elaborazione dei dati riguardanti le controversie.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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