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NOVITÀ NORMATIVE

NUOVE NOMINE REVISORI: POSSIBILE ESTRAZIONE IN PREFETTURA.

Estrazione in Prefettura. È questa l'ipotesi che secondo fonti governative si fa strada al Viminale per disciplinare le nuove modalità di scelta dei revisori dei conti negli enti locali.
La questione nasce con la manovra-bis, che nel tentativo di sottrarre le nomine dei revisori all'influenza della politica ha previsto che dal prossimo mandato i professionisti guardiani interni dei conti dell'ente vengano «scelti mediante estrazione da un elenco», a cui possono essere iscritti i professionisti che ne facciano richiesta e che possano vantare in curriculum una «specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria anche degli enti territoriali».
La norma non dice di più, e lascia aperto il campo a più di una questione applicativa da risolvere. La prima sono le modalità di questa «estrazione», il cui tratto di casualità andrà peraltro attenuato con l'applicazione dei criteri che secondo la norma devono privilegiare per gli enti più grandi i revisori con maggiore esperienza.
A coprire i vuoti normativi sarà un decreto del ministero dell'Interno (c'è tempo fino a metà novembre), che secondo queste indiscrezioni porterà all'interno del Viminale gran parte della disciplina: l'elenco a cui i professionisti si potranno iscrivere sarà tenuto dal ministero, e l'estrazione potrebbe svolgersi appunto presso le Prefetture.
Non sono queste, comunque, le uniche incognite di un provvedimento che non soddisfa i professionisti, critici sul meccanismo dell'estrazione. Anche i parametri "meritocratici" individuati dalla norma sollevano più di un problema, a partire dalla «specifica qualificazione professionale» che gli aspiranti devono possedere per poter essere inseriti nell'elenco. Anche su questo punto, poi, la regola per i revisori degli enti locali non è allineata con quella, introdotta anch'essa dalla manovra, prevista per le Regioni: nel primo caso il tutto va deciso con decreto del Viminale, mentre nel secondo l'individuazione dei criteri è compito della Corte dei conti. I «dottori commercialisti ed esperti contabili», poi, sono espressamente citati solo per gli enti locali, mentre nelle Regioni l'orizzonte è solo quello dei revisori legali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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