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NOVITÀ NORMATIVE

PICCOLI COMUNI E SERVIZI: SCELTA TRA UNIONE E CONVENZIONE.

I piccoli comuni devono effettuare subito tutte le scelte sulla gestione associata, mettendo in moto i relativi procedimenti: hanno infatti poco più di tre mesi per dare corso concreto alla attivazione della gestione associata. Infatti, entro il 31 dicembre di quest'anno i comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti devono gestire in forma associata almeno due delle sei funzioni fondamentali e le restanti 4 dovranno essere gestite in tale forma entro il 2012. Le forme di gestione associata previste dal legislatore sono solamente le unioni dei comuni e le convenzioni, con una preferenza per la prima.
Il legislatore non chiarisce se le superstiti comunità montane, in quanto parificate alle unioni dei comuni dal dlgs n. 267/2000, possono essere destinatarie della gestione associata, anche se la risposta deve essere positiva alla luce della natura di tale soggetto.
Queste disposizioni si applicano anche nelle regioni a statuto speciale, ma con tempi più lunghi, in quanto la legge n. 148/2011, di conversione del dl n. 138, cd manovra di Ferragosto, espressamente stabilisce che tale applicazione coincida con l'entrata in vigore in tali regioni delle disposizioni sul cd federalismo fiscale, quindi se ne parla nel 2015.
I comuni devono in primo luogo istituire le unioni dei comuni o, laddove esistenti, devono decidere quali funzioni fondamentali assegnare a esse e quali invece gestire tramite convenzioni. Si deve ricordare che per la costituzione delle unioni e per il loro funzionamento si applicano le regole dettate dall'articolo 32 del dlgs n. 267/2000: disposizioni specifiche sono dettate dalla stessa manovra di Ferragosto unicamente per quelle che saranno costituite tra i comuni aventi popolazione inferiore a 1.000 abitanti.
Nella scelta delle modalità di gestione associata i singoli comuni devono ricordare che essi hanno sicuramente ampia autonomia tra la delega alla unione e l'attivazione di convenzioni. Ma tale autonomia può essere esercitata solamente tra le sei funzioni fondamentali e non nell'ambito della stessa.
Cioè, per fare un esempio, se il comune decide di delegare la funzione relativa ai servizi sociali alla unione, potrà decidere di svolgere la funzione relativa al governo del territorio tramite convenzione con altri municipi, ma non potrà decidere che il servizio di assistenza domiciliare agli anziani (che è una attività che è compresa nei servizi sociali) venga esercitata in modo diverso da come viene gestita la restante parte della funzione.
Il che in numerosi casi, in particolare se attualmente sono in piedi convenzioni con soggetti diversi per la gestione di singoli servizi compresi in una stessa funzione, può determinare problemi applicativi.
Tali problemi si determinano sicuramente nell'ambito dei servizi sociali se gli stessi sono gestiti con soggetti diversi, per esempio in parte in forma singola e in parte in forma associata.
Tali problemi si determinano per esempio nella stragrande maggioranza dei casi per le convenzioni relative ai segretari comunali.
Non vi è alcun dubbio infatti che questa attività possa essere compresa tra la funzione fondamentale di amministrazione, gestione e controllo per una quantità di risorse non inferiore al 70% di quelle dell'ente.
Il che determina la conseguenza che i singoli enti non potranno più stipulare convenzioni per le gestioni associate della sola segreteria comunale, ma dovranno fare rientrare tali intese nell'ambito della scelta che più complessivamente riguarda tale intera funzione (che ha un ambito peraltro assai vasto e per molti aspetti residuale, essendone la caratteristica essenziale costituita dalla ampiezza delle risorse che devono essere interessate), con la conseguenza che se i comuni sceglieranno la gestione associata tramite unione non potranno essere attivate convenzioni di segreteria.
Insieme al trasferimento della gestione della funzione alla unione i singoli comuni devono provvedere al trasferimento del personale e a tutte le misure conseguenti. In primo luogo, occorre rideterminare la dotazione organica, in modo da cancellare tali posti in quanto non più necessari.
Ovviamente nel caso in cui l'ente nei prossimi anni dovesse scegliere un'altra forma di gestione associata ha il diritto e la possibilità di riassumere il personale oggi trasferito alla unione, previa rideterminazione in aumento della propria dotazione organica. E ancora, le amministrazioni devono tagliare il fondo per la contrattazione decentrata nella stessa misura del trattamento accessorio in godimento effettivo da parte del personale che è stato trasferito alla unione dei comuni. In tale ambito si deve considerare che uno dei problemi che in molte realtà si pone è quello della scelta del responsabile della gestione del servizio, che non potrà che essere uno solo, mentre attualmente abbiamo responsabili per ognuno dei singoli comuni: in altri termini si determina la necessità di un taglio, operazione che non è affatto facile da realizzare in concreto.
FONTE: ITALIA OGGI

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