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NOVITÀ NORMATIVE

IL VOTO AI DIRIGENTI LO ASSEGNA IL SINDACO

Il pallino della meritocrazia nei comuni sarà in mano ai sindaci, che oltre a nominare gli organismi
indipendenti di valutazione riceveranno da questi la «proposta di valutazione» dei dirigenti di vertice e presiederanno alle tappe cruciali nella costruzione delle pagelle dei dipendenti, dalla definizione degli obiettivi al monitoraggio in corso d'opera. Gli «organismi indipendenti» possono anche essere rappresentati dagli attuali nuclei di valutazione, purché i loro componenti rispettino i requisiti di competenza e indipendenza previsti dal Dlgs 150/2009. Gli enti locali non incontrano poi nessuna deroga, almeno per ora, ai tetti massimi di incarichi dirigenziali conferibili all'esterno, mentre sarà progressivo l'adeguamento alle nuove regole nella disciplina delle progressioni orizzontali e verticali.
Le indicazioni arrivano dalle prime linee guida dell'Anci sull'applicazione della riforma Brunetta negli enti locali, che l'associazione dei comuni presenterà domani in un convegno a Roma. Le istruzioni Anci si soffermano su tutte le tappe della riforma, dai meccanismi premiali per i dipendenti alle nuove regole della contrattazione, e provano a sciogliere i tanti nodi applicativi che i decreti attuativi sollevano nei comuni.
La prima indicazione importante arriva dall'identificazione del sindaco con l'«organismo politico
amministrativo» incaricato dalla riforma di presiedere a tutte le tappe principali della meritocrazia modello Brunetta. Sul suo tavolo dovranno finire le pagelle dei dirigenti di vertice, proposte dall'organismo indipendente di valutazione.
Più in generale, il nuovo organismo dovrà mettere in campo una valutazione su due livelli: quella individuale, che per i dirigenti e i titolari di posizioni organizzative si dovrà fondare su obiettivi ad personam mentre per il resto del personale sarà regolata da obiettivi anche di gruppo, e quella delle «unità organizzative». Spetterà all'autonomia dei singoli enti individuare queste articolazioni, con un meccanismo che di fatto "esonera" i comuni più piccoli dove è impraticabile una suddivisione di questo tipo. La riforma introduce anche un terzo livello di valutazione, relativa agli enti nel loro complesso (e quindi in concorrenza), ma toccherà alla commissione nazionale individuare i parametri di base.
La riforma introduce anche importanti novità a livello organizzativo, che saranno applicate nei comuni con scadenze diverse. I tetti alla dirigenza esterna, che pure sono inseriti in un articolo dedicato alle sole amministrazioni centrali, si applicano anche nei comuni, che almeno per il momento non sono riusciti a far valere la loro «specificità» a livello interpretativo. Il tema, ricorda l'Anci, è delicato, anche perché la mancata applicazione dei vincoli fa insorgere profili di responsabilità. C'è invece tempo sino a fine 2010 per applicare nei comuni le nuove regole che consentono le progressioni verticali solo per concorso; una deroga che libera quindi le "promozioni" già programmate. Per la riforma delle progressioni orizzontali, che negli enti hanno solo una valenza economica, sarà invece necessario attendere il nuovo contratto nazionale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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