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NOVITÀ NORMATIVE

PROCESSO TRIBUTARIO: ANCHE L'ENTE PAGA PER FARE CAUSA.

Si fa sempre più concreto il rischio che gli enti locali vedano aumentare le spese nel contenzioso tributario; colpa dell'introduzione del contributo unificato nel processo tributario rischia di riservare amare sorprese a carico degli enti e dei loro concessionari.
Con le modifiche dettate dal l'articolo 37 del Dl 98/2011, l'articolo 14 del Dpr 115/2002 (Testo unico in materia di spese di giustizia) impone il pagamento del contributo in ogni grado di giudizio ad opera della parte che per prima si costituisce in giudizio o che deposita il ricorso introduttivo, anche in secondo grado.
Mentre in passato le spese del giudizio d'appello erano assolte con l'imposta di bollo versata dal contribuente, enti locali e loro concessionari potrebbero oggi essere costretti a farsi carico di tale onere, in contrasto con l'articolo 5, comma 1 della tabella allegato B al Dpr 642/1972 (non modificato dalla manovra estiva 2011), che prevede l'esenzione assoluta dal l'imposta di bollo per tutti gli atti e copie del procedimento di accertamento e riscossione di qualsiasi tributo, dichiarazioni, denunce, atti, documenti e copie presentati ai competenti uffici ai fini dell'applicazione delle leggi tributarie, con esclusione dei soli ricorsi, opposizioni ed altri atti difensivi del contribuente.
L'agenzia delle Entrate, con risoluzione 49/2002 e con circolare 70/2002, aveva confermato – a seguito dell'introduzione del contributo unificato nel processo civile e amministrativo – l'esenzione dall'imposta di bollo per gli atti giudiziari di enti locali e concessionari nei due gradi di merito (il contributo è invece dovuto per i ricorsi in Cassazione, che seguono la procedura del rito civile), che si ritiene debba permanere anche con riferimento al contributo unificato, per una pluralità di ragioni.
In primis, perché ancora oggi l'articolo 10, comma 1 del Dpr 115/2002 prevede che non sia soggetto al contributo unificato il processo già esente dall'imposta di bollo secondo previsione legislativa e senza limiti di competenza o di valore, per cui il processo tributario di appello promosso da enti locali e concessionari non dovrebbe scontare il contributo. In secondo luogo, l'articolo 158 del Dpr 115/2002 prevede al comma 1, lettera a) che nel processo in cui è parte l'amministrazione pubblica sono prenotati a debito, se a carico dell'amministrazione, il contributo unificato nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario e, al successivo comma 3, che le spese prenotate a debito e anticipate dall'Erario sono recuperate dall'amministrazione, insieme alle altre spese anticipate, in caso di condanna dell'altra parte alla rifusione delle spese in proprio favore.
Per quanto tale disposizione sembri giustificare la non applicabilità del contributo nei processi promossi dagli enti locali (in tal caso non però dai concessionari) in qualità di soggetti attivi d'imposta, il ministero delle Finanze-Direzione Giustizia Tributaria, con circolare del 21 settembre 2011 n. 1/DF, ha specificato che, ai fini della prenotazione a debito del contributo, sono amministrazioni dello Stato soltanto i Ministeri centrali e i loro Uffici periferici, cui sono equiparate le Agenzie fiscali che gestiscono tributi erariali, escludendo quindi gli Enti locali.
Si ritiene che la specificazione fornita dal ministero delle Finanze non sia corretta, in quanto nel concetto di amministrazione pubblica rientrano necessariamente anche gli enti locali, in relazione ai quali dovrà quindi essere chiarito in base a quale disposizione potranno essere esentati dal contributo unificato.
In attesa di tale chiarimento, enti locali e concessionari potranno comunque far valere l'esenzione dal contributo (il cui importo dovrà comunque essere indicato nelle conclusioni del ricorso in appello) ai sensi dell'articolo 10, comma 1, Dpr 115/2002, per evitare di esporsi ad un versamento che – se effettuato – non potrebbe essere recuperato nei confronti dello Stato, né tanto meno del contribuente, ove le Commissioni regionali dovessero rigettare l'appello o compensare le spese di lite tra le parti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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