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NOVITÀ NORMATIVE

POSSIBILE PROROGA SULL'ACCATASTAMENTO DEI RURALI.

La proroga è nell'aria ma sarà quasi sicuramente retroattiva. Per ottenere qualche risultato concreto dalla mega operazione di riattribuzione della categoria A/6 ai fabbricati con requisiti di ruralità è chiaro che il termine del 30 settembre è impossibile da rispettare. Tanto che in Veneto, dove gli immobili potenzialmente coinvolti sono circa 40mila, alcune associazioni di categoria, hanno deciso di rimandare di qualche giorno l'adempimento in modo da forzare il Governo a una proroga. E il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, ha chiesto una proroga con una nota a Giulio Tremonti.
Non crede invece al grande afflusso di domande Alberto Fluvi, il deputato Pd che aveva presentato l'emendamento al Dl 98/2011 poi accolto: «Non ho idea di quante fossero le case rurali: la procedura di controllo dovrebbe scremarne molte. Sul territorio, comunque, non c'è la corsa, esclusi dei pochi che hanno davvero diritto».
Intanto, alcuni interrogativi sulla presentazione della domanda sono stati chiariti dall'agenzia del Territorio al Sole 24 Ore. Anzitutto, dato che è molto frequente il caso in cui il fondo agricolo sia affittato, i requisiti sono posseduti dall'affittuario, il quale deve rilasciare una propria autocertificazione da consegnare entro il termine al proprietario dell'immobile, che la dovrà allegare alla domanda. Con tempi così stretti, però, spiegano al Territorio, se l'autocertificazione c'è, semplifica le cose, se manca non preclude la condizione per gli immobili strumentali, mentre per l'abitativo è indispensabile. Inoltre, ricordano all'agenzia, l'importante è presentare la domanda telematica, poi c'è tempo sino al 15 ottobre per la consegna della documentazione.
Altro problema riguarda le abitazioni utilizzate da più soggetti titolari di diritti reali: nulla viene detto in caso di comproprietà di fabbricati rurali concessi in affitto; in questo caso sarebbe sufficiente la domanda con autocertificazione di uno solo dei comproprietari. In questo caso, spiegano al Territorio, la condizione reddituale è conosciuta solo dall'affittuario e quindi andrebbe allegata l'autocertificazione dell'affittuario.
Questa regola vale in generale per le condizioni che non possono essere a conoscenza del proprietario o titolare di diritti reali. C'è poi la questione dei dati catastali dei terreni che compongono l'azienda agricola: le cooperative con molti soci non sono in grado di fornire un dato completo in pochi giorni. In realtà, precisano all'agenzia, questo è un dato che può essere allegato all'auto-certificazione: in generale, ci basiamo sulla sostanza della documentazione che consenta di attivare i relativi controlli.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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