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NOVITÀ NORMATIVE

ANCI E RIFORMA BRUNETTA: SI' ALLE PROGRESSIONI

Progressioni verticali possibili nel 2010. Lo afferma l'Anci nelle le linee guida per l'applicazione del dlgs 150/2009 negli enti locali emanate nel tentativo di fornire loro una autorevole base per il complesso sistema di adattamento dell'ordinamento locale alla riforma. Il tema delle progressioni verticali è uno tra i più spinosi della riforma. Secondo l'Anci esse sono ancora possibili nel 2010 per due ragioni. In primo luogo, nelle more dell'adeguamento dell'ordinamento di ciascun ente alla riforma, comunque considerato obbligatorio, si applicano, fino al 31 dicembre le «disposizioni vigenti» alla data di entrata in vigore del decreto.
Tra tali disposizioni, secondo l'Anci, rientra la programmazione triennale delle assunzioni, per la parte che abbia previsto progressioni verticali nel 2010. In secondo luogo, nota l'associazione, non risulta abrogato espressamente l'articolo 91, comma 3, del dlgs. 267/2000, che disciplina i concorsi interni. In senso contrario, si deve osservare che il programma delle assunzioni è un atto amministrativo: esso deve, dunque, rispettare il principio di legalità e subordinazione alla legge.
La quale ha sostituito alle progressioni verticali il concorso pubblico con riserva. Dunque, la programmazione che abbia previsto nel 2010 concorsi interni è da considerare necessariamente abolita. In secondo luogo, l'articolo 91, comma 3, è evidentemente implicitamente abrogato dall'eliminazione dei concorsi interni.
Per altro, esso comunque non è più da 2001 norma vigente: esso venne, infatti, disapplicato dall'articolo 9 del Ccnl 5 ottobre 2001. Vediamo gli ulteriori punti del decalogo proposto dall'associazione.
Trasparenza. L'Anci evidenzia che l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 11 del dlgs 150/2009 risulta immediatamente obbligatoria. Infatti, la trasparenza costituisce un livello essenziale delle prestazioni, non derogabile.
Oggetto della valutazione. La valutazione dei dipendenti sia di qualifica dirigenziale, sia privi di tale qualifica, ricorda l'Anci, è già da tempo prevista nel sistema locale, anche in via di prassi. Vi sono alcuni elementi di novità degli oggetti da valutare: per dirigenti e posizioni organizzative sono da definire obiettivi individuali, che concorrono al risultato; per il personale delle qualifiche sono necessari obiettivi individuali o anche di gruppo. Uno specifico elemento da considerare per la dirigenza (trasponibile anche ai funzionari incaricati di funzioni dirigenziali ove manchi la dirigenza) è la capacità di diversificare le valutazioni.
Ambiti della valutazione. L'Anci ritiene applicabile anche agli enti locali la previsione secondo la quale la valutazione ha a riferimento non solo la prestazione lavorativa individuale, ma anche le strutture amministrative di vertice (come autonomamente definite da ciascun ente) e l'amministrazione nel suo complesso. Per gli enti di piccole dimensioni, le linee guida ammettono che talvolta la valutazione individuale possa coincidere, di fatto, anche con la valutazione della struttura di vertice, se essa coincida con un singolo dipendente. La valutazione dell'ente nel suo complesso, secondo l'Anci, sarà possibile solo una volta operativi i protocolli di intesa per estendere anche agli enti locali i commi 5, 6 e 8 dell'articolo 13.
Soggetti valutatori. Le linee guida affermano che gli articoli 13 e 14 nella sostanza non risultano operanti per comuni e province. In quanto alla commissione di cui all'articolo 13, si è detto prima che occorreranno i protocolli di intesa tra associazioni degli enti locali e stato. Per quanto concerne l'articolo 14, esso disciplina gli organismi indipendenti di valutazione, ma tale norma vale solo per le amministrazioni statali, incidendo sulla disciplina del dlgs 286/1999, norma che non trova applicazione nell'ordinamento locale. Pertanto, presso comuni e province potranno continuare a svolgere la funzione di valutazione i nuclei.
Strumenti di programmazione. L'Anci conferma la inapplicabilità dell'articolo 10 del dlgs 150/2009, in tema di piano della performance e relazione sulla performance: relazione previsionale e programmatica, piano esecutivo di gestione e referto sulla gestione, infatti, sono documenti programmatici, da sempre presenti nell'ordinamento locale, che svolgono le medesime funzioni.
Dirigenza. Gli enti sono obbligati ad adeguare al più presto l'ordinamento alla riforma, in particolare per assicurare il procedimento di evidenza pubblica richiesto per il conferimento e la revoca degli incarichi. L'Anci ricorda come non sia possibile considerare gli incarichi dirigenziali connessi ad un rapporto di fiducia con gli organi di governo. Le linee guida ritengono applicabile ancora, nonostante la riforma, l'articolo 110 del dlgs 267/200, con argomentazioni tuttavia non del tutto persuasive. Solo per gli enti con dirigenza varranno le modifiche alla procedura per le sanzioni disciplinari.
FONTE: ITALIA OGGI

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