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NOVITÀ NORMATIVE

IFEL A SUPPORTO DEI COMUNI PER VALORIZZARE GLI IMMOBILI.

L'Ifel scende sul territorio per supportare i comuni nella valorizzazione degli immobili. Dopo il progetto «Obiettivo patrimonio immobiliare», attivato per aiutare gli enti alle prese con le nuove opportunità di gestione dei cespiti offerte dal dl 112/2008 prima e dal federalismo demaniale (dlgs n. 85/2010) poi, ora si passa alla fase due.
Oltre alla tradizionale attività di consulenza, i tecnici dell'Istituto per la finanza e l'economia locale seguiranno i comuni in loco, aiutandoli a prendere la decisione migliore per far fruttare i loro beni.
L'iniziativa, ribattezzata «progetto Patrimonio comune», sarà rilanciata nel corso dell'Assemblea Anci che si aprirà mercoledì prossimo a Brindisi.
Nella speranza che non vi siano altri intoppi sulla strada che, a breve, dovrebbe portare il governo a emanare l'atteso dpcm con la lista dei beni trasferiti ai comuni. Il provvedimento era atteso per agosto, ma poi è stato accantonato dal Mef alle prese con la manovra-bis. Ora, stando a quanto dichiarato da Tremonti giovedì nel corso di un incontro con i tecnici dell'Ifel, il processo di trasferimento dei beni dovrebbe arrivare presto a conclusione.
E questo renderà ancora più indispensabile affiancare i comuni nelle scelte. Ma se ci dovessero essere ancora ritardi? Angelo Rughetti, segretario generale dell'Anci, non sembra essere molto preoccupato. «La nostra attività di supporto dei comuni andrà lo stesso avanti», dice a ItaliaOggi, «perché prescinde dall'emanazione del dpcm. I comuni hanno già ampi patrimoni da valorizzare, è chiaro che se dovessero aggiungersi anche i beni provenienti dallo stato ciò aprirebbe per i sindaci prospettive di gestione più importanti».
La prima fase dell'attività di supporto dell'Ifel ha destato parecchio interesse negli enti che hanno contattato in massa, via telefono ed email, gli uffici della Fondazione, anche se poi i comuni che hanno chiesto di essere affiancati nell'attività di valorizzazione sono stati circa una settantina (soprattutto municipi di medie dimensioni del Centronord, mentre quasi assente è stata la risposta del Sud e dei piccoli comuni).
Le domande di supporto sono state molto varie: dalla certificazione energetica alla natura del titolo di proprietà, dal numero di immobili in locazione alla semplice richiesta su come acquisire documenti. L'Ifel, è bene precisarlo, non si è sostituita agli enti, ma li ha indirizzati sulle corrette procedure da tenere per fare luce sul proprio patrimonio. «L'obiettivo è mettere i comuni nelle condizioni di realizzare un portafoglio informativo sui cespiti non necessariamente finalizzato all'alienazione dei beni», spiega Francesco Monaco, responsabile dell'Ufficio formazione e servizi di Ifel. Sbaglia dunque chi ritiene che tutto ciò sia funzionale a un'operazione di vendita in massa dei beni. «È una delle opzioni, non l'unica opzione, anzi i comuni la vedono un po' come l'estrema ratio. I sindaci vogliono conoscere come utilizzare al meglio i propri immobili, in modo da scegliere con cognizione di causa tra le diverse opportunità di gestione: fondi immobiliari, partenariato pubblico-privato, leasing immobiliare».
La nuova fase, partendo da quanto fatto in passato, punta a un salto di qualità. Sono previsti tre livelli di supporto. Il primo consiste nel mettere a disposizione dei municipi un team di esperti per realizzare le domande di acquisizione dei beni in attuazione del federalismo demaniale.
Il secondo prevede un supporto per l'attuazione di specifici progetti di valorizzazione. Il terzo offrirà assistenza tecnica in loco. I primi due livelli saranno offerti gratuitamente agli enti associati.
Il terzo richiederà invece un piccolo contributo (a titolo di rimborso delle spese sostenute dai tecnici dell'Ifel) che andrà da 500 a 1.000 euro a seconda della grandezza dei comuni (i mini-enti saranno comunque esentati).
«Il servizio metterà i comuni nelle condizioni di operare al meglio. Ma non potremo sostituirci ai sindaci», avverte Monaco. «Per esempio, se c'è da fare una due diligence per stabilire il valore di mercato di un immobile, l'Ifel indirizzerà il comune nella corretta predisposizione del bando».
Per aderire al progetto «Patrimonio comune» è stata predisposta una apposita bozza di delibera dell'organo di governo che prevede tutte le specifiche necessarie.
Unitamente a tale bozza di delibera è disponibile, alla pagina web dell'Anci (www.anci.it) una lettera bozza di lettera di adesione che l'amministrazione dovrà inviare, unitamente alla delibera.
Ricevuta la documentazione di cui sopra, gli uffici provvederanno all'inserimento dell'ente nell'elenco dei soggetti aderenti al progetto e provvederanno a contattare l'amministrazione per iniziare l'attività di supporto.
A Brindisi l'Ifel presenterà la raccolta di tutti gli atti realizzati nel corso delle Giornate di approfondimento sul tema della valorizzazione immobiliare organizzate dall'Ufficio Formazione e Servizi nel corso degli anni 2010-2011.
FONTE: ITALIA OGGI

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