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NOVITÀ NORMATIVE

PER LA RISCOSSIONE POSSIBILE PROROGA CON CORRETTIVI.

Le modifiche portate con il decreto «Sviluppo» di maggio alla riscossione delle entrate locali (articolo 7 del Dl 70/2011) ha avuto un solo pregio: mettere d'accordo tutti, Comuni, interpreti e operatori degli enti locali, in un coro di critiche serrate all'intervento. L'obbligo di internalizzare la riscossione coattiva delle entrate comunali, privando i concessionari locali della possibilità di utilizzare l'ingiunzione fiscale con il rito abbreviato del ruolo, è infatti talmente eccentrico da produrre una bocciatura totale, senza appello.
Accanto alla critica, si è avviato un confronto a tutto campo, che ha avuto la propria sede nella commissione bicamerale per l'anagrafe tributaria e che dovrebbe produrre a breve un correttivo da inserire nella legge di stabilità. «L'idea - spiega Maurizio Leo, il presidente della commissione che ha fatto da "regista" nel confronto a tutto campo - è di arrivare a una proposta condivisa, perché per avere un quadro stabile la concertazione deve avvenire prima, e non dopo l'approvazione della norma». Proposta condivisa che, naturalmente, contiene in sé un rinvio dell'addio a Equitalia, e sui tempi si sta ancora discutendo.
Gli aspetti da correggere, del resto, non sono pochi, così come numerosi sono i punti da chiarire. Sulla riscossione volontaria per esempio, l'obbligo di internalizzazione del servizio previsto dalla norma non dovrebbe incidere sui poteri regolamentari degli enti. Prevedere che i comuni «effettuino» la riscossione volontaria è troppo poco per derogare ad una disposizione fondamentale come l'articolo 52 del Dlgs 446/1997. Senza contare che ciò potrebbe confliggere con i principi costituzionali che garantiscono le potestà regolamentari, tra gli altri, nell'articolo 117, comma 6. Anche così però l'impatto della novità sarebbe devastante.
La modifica peraltro interviene in un contesto in cui le armi per la riscossione coattiva dei crediti di piccolo importo, come quelli dei tributi locali, vengono parzialmente spuntate. Basti ricordare l'obbligo di inviare due preavvisi prima di procedere per importi non superiori a 2mila euro e l'elevazione a 20mila euro del limite per iscrivere ipoteca sull'abitazione principale del debitore, in caso di crediti in contestazione.
L'elenco delle perplessità e delle incertezze è molto lungo. Si pensi ad esempio al dubbio che il blocco di Equitalia riguardi anche le multe stradali o anche solo al rischio teorico (a nostro avviso, da escludere categoricamente) che gli agenti della riscossione restituiscano ai Comuni i ruoli non ancora riscossi, con conseguente sanatoria di fatto a vantaggio degli evasori. E che dire della riscossione della Tarsu, oggi normata esclusivamente con il sistema del ruolo, che richiederebbe l'adozione immediata di migliaia di regolamenti comunali, al fine di colmare la lacuna legislativa.
Senza contare che la previsione del decreto sviluppo si pone in chiara controtendenza con l'orientamento legislativo degli ultimi dieci anni, volto a porre le basi per una reale parità tra agenti della riscossione e concessionari privati. I comuni potrebbero peraltro essere tentati di conservare formalmente la titolarità della riscossione, facendo figurare affidamenti all'esterno di singoli segmenti operativi del recupero e così sperando di poter ugualmente avvalersi dell'ingiunzione potenziata. Si tratta tuttavia di una scommessa molto rischiosa, destinata ad essere rapidamente svelata.
Di fondo, il punto fondamentale è che la riscossione coattiva delle entrate tributarie è troppo importante, da un lato, per essere affidata sempre e necessariamente al confronto concorrenziale, dall'altro, per essere gestita da realtà comunali così piccole come quelle italiane. Occorre dunque prevedere una sorta di "riscossore di ultima istanza", di natura pubblicistica, destinato a entrare in azione su libera scelta dell'ente locale oppure in caso di prevedibile fallimento della logica di mercato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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