PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

IL NEO PRESIDENTE ANCI PUNTA AD UN PATTO DI STABILITA' ALLA TEDESCA.

Guardare all'Europa e in particolare alla Germania per cambiare il patto di stabilità interno. È questa la proposta che il neoeletto presidente dell'Anci, Graziano Delrio, nella seconda giornata dell'assemblea di Brindisi, ha indicato tra le priorità per far uscire i comuni dall'impasse. L'obiettivo è rimodulare le regole di bilancio in modo da non penalizzare gli investimenti locali, ridotti praticamente a zero dall'attuale sistema. «Non è vero che il Patto non si può cambiare perché ce lo impone l'Europa», ha osservato Delrio.
«In Europa, e per esempio in Germania, non si toccano gli investimenti e gli unici obiettivi richiesti ai comuni sono l'equilibrio di spesa corrente (si spende solo quello che si incassa) e la riduzione dello stock di debito». Un risultato, quest'ultimo, che i sindaci, a differenza dello stato, negli ultimi anni hanno sempre raggiunto. Mentre la p.a. centrale continua a generare il 94% del debito italiano. «La priorità è sbloccare i residui che valgono 40 miliardi di euro», ha proseguito Delrio, «in modo da far ripartire gli investimenti soprattutto in infrastrutture, il che peraltro genera Pil».
Per arrivare a una modifica del Patto i sindaci giocheranno le proprie carte su due tavoli.
Uno interno, nella Conferenza per il coordinamento della finanza pubblica, istituita dal federalismo fiscale e mai convocata dal governo («a dimostrazione di quanto l'esecutivo non riconosca il principio di pari dignità istituzionale previsto dall'art. 114 Cost.», ha chiosato Delrio).
E l'altro a Bruxelles, dove a breve (come annunciato dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno) si recherà una delegazione dell'Anci per parlare con la Commissione europea. Un modo per bypassare Giulio Tremonti? «L'interlocuzione tra gli enti locali e le istituzioni comunitarie è un fatto assolutamente normale», ha tagliato corto Alemanno. Ma il tentativo di attivare un confronto non monopolizzato dalla «personalità ingombrante» del ministro dell'economia è palese.
Anche sull'altro tavolo di prossima attivazione, ossia la commissione paritetica governo-enti locali per il riordino istituzionale, Alemanno ha auspicato che ci sia un apporto fattivo dei ministri competenti per materia (Roberto Maroni e Raffaele Fitto) e che «l'attenzione non sia tutta concentrata su Tremonti».
Revisione del Patto e riordino istituzionale si intrecciano quando si parla di piccoli comuni. L'art. 16 della manovra di Ferragosto (dl 138/2011) oltre a imporre la strada dell'associazionismo (mediante Unione o convenzione) e a tagliare le giunte nei mini-enti, estende il patto di stabilità a tutti i municipi sopra i mille abitanti (oggi la soglia è a 5 mila). Una previsione che il presidente dell'Anci senza mezzi termini definisce «una follia gestionale». «I piccoli comuni hanno controllato la spesa come quelli ora sottoposti al Patto, purtroppo a ridursi sono stati solo gli investimenti», ha proseguito Delrio. Sulla riduzione dei costi della politica l'auspicio dell'Anci è che la commissione sul riordino istituzionale venga convocata al più presto per evitare disparità di trattamento evidenti. «Non è possibile tagliare gettoni di 17 euro lordi nei piccoli comuni e permettere che i consiglieri regionali guadagnino più dei parlamentari», ha lamentato Alemanno.
Insomma, i comuni hanno le idee chiare su cosa e come cambiare, ma le istanze di riforma dei sindaci dovranno fare i conti con le tensioni, ogni giorno crescenti, all'interno del governo e della maggioranza. L'esecutivo avrà voglia di portare avanti l'interlocuzione con gli enti locali o cederà alla tentazione di navigare a vista fino a fine legislatura? Il timore è fondato e a rilanciarlo è lo stesso Alemanno. «Ho chiesto espressamente che ci sia un programma di fine legislatura che impegni il governo a interloquire con le autonomie, serve un salto di qualità in questi due anni, non certo tirare a campare».
E se ai sindaci fosse offerto in cambio dei tagli l'anticipo dell'Imu al 2012? Per Delrio non basterebbe perché la priorità è comunque modificare il Patto. E poi, secondo il sindaco di Reggio Emilia, anche l'aliquota dell'imposta municipale (attualmente fissata allo 0,76%) va incrementata perché così com'è non tiene conto dei tagli della manovra.
Conversando con i giornalisti, nella sua prima uscita ufficiale da presidente dell'Anci, Delrio non poteva non fare un piccolo cenno alla battaglia con Michele Emiliano per la presidenza. «I problemi posti da Emiliano sono veri, serve maggiore attenzione verso il Sud. Ci siamo confrontati con grande lealtà e ne siamo usciti ancora più forti», ha concluso. «È ora di mettersi al lavoro per il Meridione e per questo proporrò l'istituzione all'interno dell'Anci di una fondazione che dovrà occuparsi delle problematiche del Mezzogiorno, con particolare riferimento ai fondi strutturali e alle politiche di coesione».
«Da sindaco di Reggio Emilia e nel 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia», ha concluso, «mi piacerebbe pensare a un rapporto Svimez (l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno ) presentato a Varese e che i problemi della legalità vengano dibattuti non nel Sud ma a Torino». Anche così si tengono uniti i comuni d'Italia.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<novembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
303112345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930123
45678910
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio