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NOVITÀ NORMATIVE

RIMBORSO SPESE LEGALI AL SEGRETARIO COMUNALE

Il segretario comunale prosciolto in via definitiva dalle accuse che gli sono state mosse per la sua attività istituzionale ha diritto al rimborso delle spese legali da parte del comune, anche se non è dipendente dello stesso e ciò in virtù del rapporto funzionale che lo lega all'ente, il che crea un rapporto di dipendenza di fatto. E' questo l'importante principio fissato dalla quarta sezione del Consiglio di stato nella sentenza n. 8750 dello scorso 24 dicembre. Nel caso specifico il comune si era rifiutato di provvedere in questo senso argomentando che il segretario non è dipendente dell'ente e quindi non è tenuto a provvedere al sostegno delle spese legali.
La sentenza ricorda che la giurisprudenza si è da tempo orientata nel senso di ritenere che «il segretario non è organo dello stato, né dipende gerarchicamente da organi dello stato; neppure si può dire che egli svolga, per conto dello stato, funzioni di controllo o sorveglianza sull'ente locale». Ed ancora che i compiti assegnatigli dall'ordinamento «lo connotano come un soggetto che partecipa a pieno titolo all'amministrazione attiva dell'ente, tanto quanto i dirigenti e anzi in posizione sovra-ordinata rispetto a questi ultimi».
Si deve su questa base concludere che «rispetto al passato, il rapporto di impiego insorge tra il segretario comunale e l'agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali, ma il rapporto di servizio, che è poi quello organico, intercorre tra il segretario e l'ente locale che si avvale della sua opera e che lo nomina e lo retribuisce, nel rispetto delle previsioni ora del Tuel n. 267/2000 e del dpr n. 465/1997».
Per cui «il segretario comunale e provinciale, a prescindere dal particolare regime normativo (albo) ed economico- retributivo (ora con apposito Ceni), è un dipendente a tutti gli effetti dell'ente locale, sia pure in via temporanea in relazione alla durata dell'incarico in titolarità, cui del resto sono state sempre applicate le comuni regole del pubblico impiego in generale o specifiche dell'ordinamento degli enti locali in quanto applicabili e compatibili».
Su questa base si deve quindi concludere che «il rimborso delle spese legali a un segretario comunale compete al comune di sua utilizzazione, nel cui interesse è posta in essere la relativa attività funzionale (il Ccnl comparto segretari ha di recente previsto apposita polizza assicurativa)», ovviamente ponendo tali oneri a carico dell'ente locale.
Di notevole interesse anche le argomentazioni utilizzate per superare l'assenza nel caso concreto del requisito della scelta di comune gradimento del legale tra l'ente ed il segretario, requisito che pure è richiesto dalla normativa. Innanzitutto viene ricordato che occorre il possesso dei seguenti due elementi:
a) che «la commissione di fatti o atti addebitati al dipendente in sede penale siano direttamente connessi all'espletamento del servizio o all'adempimento dei compiti d'ufficio;
b) la mancanza di una situazione di conflitto di interesse».
La norma deve essere interpretata nel senso che vengono sostanzialmente offerte due soluzioni: «assunzione diretta del patrocinio (salvo ripetizione dei relativi oneri in caso di condanna per dolo o colpa grave) ovvero rimborso delle spese legali sostenute all'esito del procedimento penale (in caso di assoluzione)».
L'importante è garantire «che il dipendente pubblico, accusato ingiustamente per fatti inerenti a compiti e responsabilità dell'ufficio, ha diritto al rimborso delle spese nei limiti di quanto è strettamente necessario per la sua difesa». Ed inoltre nel caso specifico non era concretamente praticabile la strada della assunzione diretta del patrocinio da parte dell'ente, poiché il procedimento era stato intentato da amministratori della stessa amministrazione «e, comunque, la giunta, a tutela del segretario, non ha deliberato la diretta assunzione del patrocinio». Invece nel calcolo delle spesa da rimborsare non devono essere inserite quelle che il dipendente ha sostenuto per «le spese di lite occorse per il separato ed autonomo giudizio di esecuzione». In altri termini possono essere rimborsati dalle p.a. solo gli oneri effettivamente sostenuti per il giudizio direttamente connesso alle attività istituzionali svolte dal segretario stesso.
La sentenza affronta infine il tema della competenza a giudicare, stabilendo che essa spetta al giudice ordinario: nel caso specifico la questione invece è stata giudicata dal giudice amministrativo in quanto riferita ad una fattispecie insorta prima del 30 giugno 1998, cioè prima della devoluzione della competenza a giudicare, e in cui la richiesta è stata presentata prima del 2000, termine di conclusione della fase transitoria.
FONTE: ITALIA OGGI

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