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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO REGIONALIZZATO ORIZZONTALE: TEMPI STRETTI PER L'ATTUAZIONE.

Arriva anche l'ultimo tassello per la «regionalizzazione» del Patto di stabilità 2011 di Comuni e Province. Il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, ha firmato il decreto sulla «regionalizzazione orizzontale», quella che offre alle Regioni il ruolo di cabina di regia nelle compensazioni tra enti che hanno spazi finanziari liberi ed enti in difficoltà con gli obiettivi 2011. Insieme alla «regionalizzazione verticale», che consente ai Governatori di cedere ai Comuni risorse in grado di aiutarli ai vincoli di finanza pubblica, il provvedimento che ha ottenuto il via libera ufficiale completa il puzzle degli strumenti territoriali messi a disposizione dalla legge di stabilità (articolo 1, commi 141 e seguenti della legge 220/2010). Obiettivo condiviso è quello di liberare quote dei pagamenti in conto capitale bloccati dal Patto, anche per accorciare l'attesa e quindi alleviare i problemi di liquidità delle imprese che lavorano con gli enti locali.
La firma sul provvedimento è essenziale perché consente alla Ragioneria di procedere alla distribuzione dei dati necessari alle Regioni per avviare il meccanismo delle compensazioni territoriali, ma la riuscita dell'impresa appare una scommessa. I tempi, infatti, sono strettissimi, perché le Regioni hanno solo questa settimana per raccogliere da Comuni e Province il differenziale positivo o negativo previsto da ciascuno di loro rispetto al target fissato dalla manovra; ricevuti i dati e fatti i calcoli, c'è tempo poi sino a fine mese per distribuire fra gli enti che ne hanno bisogno gli spazi finanziari concessi dalle amministrazioni locali che non sono in difficoltà.
Calendario a parte, la stessa situazione dei Comuni, in affanno generalizzato per rimanere nei binari tracciati dal Patto di stabilità, rischia di assottigliare le fila dei sindaci e dei presidenti di Provincia disposti a cedere spazi finanziari al proprio vicino.
Rimane il fatto, però, che un'applicazione ampia di questo meccanismo potrebbe evitare le "sorprese" degli ultimi anni, in cui per carenze di programmazione (e tortuosità delle regole) il complesso dei Comuni ha raggiunto regolarmente un obiettivo molto più alto di quello assegnato dalla manovra (nel 2010, per esempio, questo problema ha bloccato risorse per 812,8 milioni secondo la Corte dei conti).
La cessione di quote, inoltre, non è gratis: il Comune che corre in aiuto degli enti in difficoltà si vedrà migliorare il proprio obiettivo nel 2012 e nel 2013 in misura proporzionale al "contributo" concesso, mentre l'ente che riceve la quota dovrà raggiungere nei prossimi due anni un saldo inasprito dalla spinta ricevuta nel 2011. Il complesso del dare-avere, infatti, deve tradursi in un gioco a somma zero per il consolidato pubblico.
Mentre la compensazione fra gli enti locali scalda i motori, il meccanismo gemello del trasferimento di risorse dalle Regioni ai Comuni (regionalizzazione verticale), costretto dentro lo stesso calendario, sta mostrando buoni risultati, con molti Governatori che hanno staccato assegni in favore dei sindaci del territorio. Tra gli esempi più significativi vanno citati quelli dell'Emilia Romagna, che in pratica ha offerto il modello per le norme nazionali, e del Piemonte, ma tra gli altri anche Lombardia, Liguria e Veneto si sono fatti sentire, mentre la Puglia ha annunciato un intervento in questo senso.
Saranno limitati, invece, gli sconti che saranno distribuiti con il meccanismo premiale introdotto sempre dalla legge di stabilità 2010 (articolo 1, comma 122 della legge 220/2010). Il plafond è determinato dagli effetti finanziari delle sanzioni per chi non ha rispettato il Patto nel 2010, sanzioni alleggerite dal Dlgs 149/2010.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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