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NOVITÀ NORMATIVE

SUL "FONDATO PERICOLO" C'E' IL RISCHIO PENALE.

Sull'andamento fisiologico del nuovo procedimento tracciato in materia di accertamenti esecutivi il riscontro del "fondato pericolo" per la riscossione ha effetti decisamente negativi per il contribuente, che possono addirittura sconfinare nella denuncia all'autorità giudiziaria per un'ipotesi di reato.
Il "fondato pericolo" per la riscossione può giocare il suo ruolo lungo tutto l'asse procedimentale: se riscontrato dall'agenzia delle Entrate nell'ambito della sua competenza sul credito vantato, il tutto darà adito all'affidamento "anticipato" rispetto al termine di legge; se rilevato da Equitalia, è suscettibile di determinare lo "sblocco" dell'esecuzione forzata, prevista per 180 giorni dall'affidamento.
La nota diramata dall'agenzia delle Entrate ai propri uffici precisa che il fondato pericolo ricorre quando sono presenti una pluralità di elementi che inducono l'ufficio a ritenere reale il rischio di comportamenti del contribuente «tesi a sottrarre beni disponibili a eventuali azioni esecutive da parte dell'agente della riscossione»: parimenti, si deve ritenere che il medesimo criterio debba ispirare l'eventuale azione dell'agente della riscossione laddove il monitoraggio sul contribuente resta una sua attribuzione nel corso dei 180 giorni in cui opera la sospensione dell'esecuzione forzata.
Tuttavia, la nota avverte che il pericolo deve essere «attuale e non potenziale»: ciò equivale a dire, ad esempio, che deve essere riscontrata un'oggettiva distrazione di beni, posta in essere mediante operazioni condotte senza alcuna ragione economica o, addirittura, in piena antieconomicità, affinché sia provata la volontà del contribuente di sottrarsi alla riscossione.
Ma, a questo punto, dalla "patologia" che determina l'innesco di un diverso procedimento amministrativo, come detto l'anticipo dell'affidamento oppure lo "sblocco" dell'esecuzione forzata, potrebbe derivare anche un riverbero in ambito penale.
Infatti, se l'attore di turno, agenzia delle Entrate o Equitalia, riscontra il "fondato pericolo" alla stregua di atti compiuti dal contribuente post notifica dell'atto impositivo, così da ritenere integrata la fattispecie "di danno" che caratterizza la straordinarietà della riscossione, la deriva della denuncia all'autorità giudiziaria per l'ipotesi di reato è pressoché scontata.
La fattispecie che potrebbe assumere rilievo sarebbe quella della sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, di cui all'articolo 11 del Dlgs 74/2000, disciplinante il caso di quanti alienano simulatamente o compiono altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni, idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva.
E trattandosi di una fattispecie "di pericolo", quindi addirittura rilevante anche quando gli atti pregiudizievoli vengono posti in essere prima dell'avvio del controllo fiscale, la denuncia all'autorità giudiziaria potrebbe rivelarsi quasi un automatismo in considerazione del fatto che l'ufficio, oppure Equitalia, ha già riscontrato la concretazione del danno, che ha dato l'avvio al procedimento straordinario di riscossione.
Così da segnalare un comportamento sulla cui rilevanza penale, in termini di sussistenza dei requisiti del negozio simulato o della fraudolenza, dovranno poi pronunciarsi i competenti organi penali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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