PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

SI ALLENTANO I VINCOLI SUL PERSONALE A TEMPO DETERMINATO.

Il disegno di legge di stabilità per il 2012 smentisce l'interpretazione fornita delle Sezioni riunite della Corte dei Conti sul tetto alle assunzioni degli Enti soggetti al Patto.
Il ddl, approvato lo scorso 14 ottobre dal Consiglio dei Ministri, chiarisce la corretta applicazione dell'art. 14, comma 9, del D.L. 78/2010, stabilendo che il tetto alle assunzioni, pari al 20% del costo del personale cessato l'anno precedente, si applica solo ai dipendenti a tempo indeterminato.
Di contrario avviso era stato il Supremo Consesso dei magistrati contabili, il quale, nella deliberazione n. 46/2011, aveva ritenuto che il citato tetto di spesa dovesse applicarsi a qualsiasi tipo di assunzione e di contratto, ivi comprese le assunzioni flessibili.
Ma l'intenzione del Legislatore era quella di ridurre solo la spesa di personale fissa e continuativa, con esclusione di quella connessa ad esigenze momentanee; pertanto, esso ha ritenuto di dover esplicitare tale intenzione apportando due modifiche alla manovra del 2010.
Il primo intervento è la modifica dell'art. 76, comma 7, della legge 133/2008 (oggetto della norma contenuta nell'art. 14, comma 9, del D.L. 78/2010), aggiungendovi la precisazione che gli Enti soggetti al Patto possono procedere ad assunzioni di personale "a tempo indeterminato": in tal modo, pertanto, il nuovo articolo conterrà espressamente la limitazione del tetto di spesa ai soli contratti a tempo indeterminato. In secondo luogo, il ddl modifica l'art. 9, comma 28, del D.L. 78/2010, precisando che il contenimento della spesa per il personale, pari al 50% di quella del 2009 per le amministrazioni statali, valga anche come principio per gli Enti Locali.
A ben vedere tale precisazione non era necessaria, in quanto lo stesso concetto, ovvero che la riduzione del costo del personale costituisce un principio generale, è espresso nell'art. 1, comma 557, lett.a ) della L. 296/2006, così come novellato dall'art. 14, comma 7, della L. 122/2010. In ogni caso, però, essa chiarisce che il contenimento della spesa per il lavoro flessibile, per quanto autonomamente definibile da ciascun ente, deve essere sostanzioso. Gli Enti Locali non saranno obbligati a ridurlo né del 20% del costo delle cessazioni dell'anno precedente, né del 50% del costo affrontato a questo titolo nel 2009, ma dovranno abbatterlo in modo significativo, in modo da rispettare il principio generale posto.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio