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NOVITÀ NORMATIVE

FISCO MUNICIPALE: SERVICE TAX ED IMU RIVISTA.

Sarà una riduzione di un punto dell'Imu a fare strada alla nuova «Res»: il tributo rifiuti e servizi che nei Comuni italiani, con il federalismo fiscale, prenderà il posto di Tarsu e Tia a partire dal 2013. Lo prevede il primo decreto correttivo della riforma cara alla Lega che è stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri di lunedì scorso e che, non appena definito, sarà inviato alla Conferenza unificata e poi alla bicamerale per i relativi pareri.
Della novità anticipata sul Sole 24 ore del 25 ottobre si conoscono ora maggiori dettagli. Lo schema di decreto legislativo in sei articoli interviene su quattro degli otto decreti legislativi di attuazione approvati nei due anni precedenti dal Governo. Le modifiche principali riguarderanno la fiscalità dei municipi. A partire dall'imposta sugli immobili, su cui l'Esecutivo ha deciso di giocare d'anticipo.
L'Imu prenderà il posto di Ici e Irpef sui redditi fondiari già nel 2013 e non nel 2014. Ma con un'aliquota ridotta rispetto a quanto previsto nel Dlgs 23 del 2011. Dal 7,6 per mille si dovrebbe scendere al 6,6. Ferma restando la sua applicazione alle sole prime case.
La perdita di gettito per i sindaci - che nel frattempo si vedranno recapitare anche una compartecipazione all'Irpef del 2% anziché all'Iva - sarà recuperata con l'introduzione della nuova «service tax» che avrà un'aliquota massima del 2 per mille. Un meccanismo che dovrebbe garantire, almeno sulla carta, anche l'invarianza della pressione fiscale sui cittadini.
Alla «Res» si arriva aggiungendo dopo l'articolo 14 del decreto sul federalismo municipale altri 23 articoli (dal 14-bis al 14-quatervicies). Salvo variazioni dell'ultima ora, il nuovo tributo sarà strutturato in due componenti: una sul servizio di gestione dei «rifiuti solidi urbani» avviati allo smaltimento svolto in «regime di privativa dai Comuni»; l'altra sui «servizi indivisibili» dei municipi (ad esempio sicurezza, illuminazione, polizia locale e così via). La prima sarà dovuta da «chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte» in grado di produrre rifiuti urbani, mentre la seconda sarà versata dalle persone fisiche «residenti nel territorio del Comune che a qualsiasi titolo occupano fabbricati» destinati a uso abitativo.
Dalla categoria catastale A1 alla A9, incluse quelle che non sono ancora state iscritte al catasto. Per come appare costruito, il nuovo prelievo comunale non sembra sciogliere una volta per tutte il nodo sulla natura di tariffa o di tributo della vecchia Tarsu e della Tia. Infatti il nuovo tributo federalista, nella componente relativa al servizio di gestione dei rifiuti, dovrà essere corrisposto in relazione a una tariffa commisurata all'anno solare, alle quantità e alle qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie. Il Comune potrà prevedere riduzioni tariffarie così come agevolazioni per particolare disagio economico e sociale.
L'aliquota del tributo, nella parte relativa ai servizi indivisibili, sarà determinata dai Comuni entro il termine di approvazione del bilancio di previsione. Il tributo sarà ridotto del 50% per gli inquilini, a patto che il reddito complessivo dei soggetti che occupano l'immobile non sia superiore a 28mila euro.
Per quanto riguarda gli adempimenti, i contribuenti dovranno presentare la dichiarazione relativa alla «Res» entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello di inizio del possesso. La riscossione potrà essere affidata anche all'ente erogatore dell'energia elettrica. E nel caso in cui il contribuente non paghi il tributo per due volte consecutive, l'ente gestore potrà arrivare alla sospensione dell'energia elettrica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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