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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE CONTI LOMBARDIA: L'ENTE ANTICIPA LE SPESE LEGALI.

In caso di procedimento penale a carico di dipendente di un ente locale per fatti attinenti l'attività di servizio, nulla vieta alla stessa amministrazione locale di poter anticipare i costi relativi alle spese legali. Infatti, come precisa l'articolo 67 del dpr n.268/87, tale scelta non appare incompatibile con la previsione secondo cui la pubblica amministrazione «assumerà a proprio carico ogni onere di difesa sin dall'apertura del procedimento». Tuttavia, regole di prudenza impongono che l'ente dovrà cautelarsi prevedendo la ripetizione di tali spese in funzione dell'esito del giudizio penale.
È quanto ha chiarito la sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Lombardia, nel testo del parere n.528/2011, rispondendo in tal senso ad un'istanza pervenuta dal comune di Robecco sul Naviglio (Mi).
La decisione da parte dell'amministrazione comunale di provvedere o meno al pagamento delle spese di lite in favore di un proprio dipendente, «deve essere frutto di una valutazione propria, nel rispetto delle previsioni legali e contrattuali, che rientrano nelle prerogative esclusive dei relativi organi decisionali». Ora, l'articolo 28 del Ccnl 14.9.2000 del comparto regioni ed autonomie locali, richiamando l'articolo 67 del citato dpr n.268/87, prevede che, in caso di apertura di procedimento penale a carico di dipendenti per fatti o atti connessi all'adempimento di compiti d'ufficio, l'ente, a tutela dei propri diritti ed interessi, può assumere a proprio carico ogni onere di difesa sin dall'apertura del procedimento. Ovviamente, in caso di sentenza esecutiva di condanna, l'ente dovrà ottenere dal dipendente tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa.
Pertanto, in riferimento all'oggetto del parere, ovvero alla possibilità di anticipare le spese legali al dipendente sottoposto a procedimento penale, il collegio della magistratura contabile lombarda ha sostenuto che, sempre nel rispetto del requisito del «comune gradimento» dell'avvocato difensore e al verificarsi dei presupposti previsti dalla normativa, tale possibilità non appare incompatibile con l'ampia previsione contrattuale secondo cui la pubblica amministrazione «assumerà a proprio carico ogni onere di difesa sin dall'apertura del procedimento».
FONTE: ITALIA OGGI

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