PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

REVISORI ESTRATTI A SORTE: SINDACI CONTRARI.

Revisori di prima nomina solo negli enti sotto i 5mila abitanti; no alla graduatoria delle competenze basata solo sui crediti formativi, strumento giudicato inaffidabile.
Non piace nemmeno all'Anci la riforma dei criteri di nomina dei revisori degli enti locali prevista dalla manovra-bis di Ferragosto, il cui decreto attuativo oggi approda in Conferenza Stato Città. La nuova regola, nata per sottrarre la nomina dei revisori alla maggioranza che governa l'ente, ha scelto la strada dell'estrazione in Prefettura, molto criticata anche dagli Ordini professionali.
Il decreto del Viminale distingue i revisori in tre fasce, per sorteggiare i professionisti da destinare ai piccoli enti, a quelli fra 5mila e 15mila abitanti e infine a quelli oltre questa dimensione. La divisione fra le tre fasce, secondo la bozza che oggi sarà sui tavoli della Conferenza, è determinata da due parametri: l'anzianità di iscrizione al Registro dei revisori contabili o all'Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e, appunto, il numero di crediti formativi accumulati nei campi della contabilità pubblica e della gestione degli enti locali. I crediti, specifica la bozza di decreto, non valgono per sempre, ma devono essere rinnovati ogni tre anni per non subire il "declassamento" nella fascia inferiore.
La coppia di parametri individuata dal Governo per misurare le competenze dei futuri revisori non piace né ai professionisti né agli amministratori locali. I primi contestano il criterio dell'anzianità, previsto però direttamente dalla legge, i secondi puntano invece il dito sui crediti formativi: secondo i Comuni, i crediti non bastano e servono «ulteriori elementi» per garantire la possibilità di svolgere la funzione.
Al riguardo una prima richiesta si concentra sui controllori di prima nomina: secondo lo schema del decreto, un professionista iscritto all'Albo da un sufficiente numero di anni e in possesso del numero giusto di crediti formativi potrebbe anche debuttare direttamente in un capoluogo di Provincia o di Regione, mentre i sindaci chiedono di limitare il "battesimo" agli enti sotto i 5mila abitanti. Nel pacchetto delle richieste dei Comuni c'è poi l'obbligo di un giudizio finale, che andrebbe affidato al segretario comunale, per provare a "guidare" con qualche elemento di valutazione il caso dell'estrazione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<ottobre 2017>
lunmarmergiovensabdom
2526272829301
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
303112345
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio