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NOVITÀ NORMATIVE

CONCESSIONI PUBBLICHE: SOCIETA' IN CONCORRENZA.

Stop a concessioni e monopoli facili. Comuni e province saranno obbligati a verificare sempre, prima di affidare un servizio pubblico locale «in esclusiva», che le condizioni di mercato non rendano possibile «una gestione concorrenziale» del servizio, con la compresenza di più operatori. Se non avranno svolto la verifica e non avranno adottato una delibera che motivi la scelta, gli enti locali non potranno procedere all'affidamento in concessione del servizio.
La norma sulle liberalizzazioni locali è una delle più solide e stabili tra quelle presentate ieri al Consiglio dei ministri. Si tratta di capire se, come sembra, entrerà nel maxiemendamento alla legge di stabilità. Il "nemico" numero uno della concorrenza non è più solo l'in house (l'affidamento a società pubbliche controllate senza alcuna gara) ma diventa la concessione stessa, quindi il monopolio, l'esercizio di un servizio «in esclusiva».
È un tentativo di dare un altolà al sistema dilagante delle concessioni cui gli enti locali fanno ricorso oggi quasi in automatico, senza esperire tutte le possibilità di aprire spiragli di concorrenza.
La nuova riforma dei servizi locali - è la quarta in due anni più il referendum popolare - è stata proposta ieri ancora dal ministro delle regioni, Raffaele Fitto: prevede anche per i gestori di tutti i servizi pubblici locali l'obbligo di rendere pubblici i dati relativi al livello di qualità del servizio, al prezzo medio praticato per utente e al livello degli investimenti effettuati. L'obiettivo esplicitato nella relazione è consentire a tutti di «effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni». Anche questa è una norma indiretta di competizione, a distanza, oltre che di trasparenza.
L'articolo proposto da Fitto aggiusta anche alcune norme inserite nella manovra di Ferragosto compatibilmente con l'esito referendario. Era necessario, per esempio, chiarire alcuni aspetti del regime transitorio. La nuova lettera 0 chiarisce, per esempio, che «la privatizzazione delle società a partecipazione pubblica quotate in borsa incide anche in presenza di patti parasociali». Al tempo stesso la norma fa rientrare in gioco le società miste pubblico-privato, chiarendo che sono escluse dai divieti di partecipazione alle gare per l'affidamento dei servizi
Ci sono poi norme specifiche per il settore del trasporto pubblico locale. In particolare viene imposto un vincolo alle risorse che devono garantire le «compensazioni economiche relative agli obblighi di servizio pubblico»: queste somme andranno parametrare da subito ai «costi standard, in coerenza con i principi introdotti dal cosiddetto "federalismo fiscale"».
È prevista anche una commissione paritetica Governo-Regioni che viene istituita presso la Conferenza Stato-Regioni e dovrà valutare «la corretta quantificazione degli obblighi di servizio pubblico»: un discorso che può sembrare astratto ma che in sostanza significa quanti servizi di autobus e treni potranno essere garantiti sulle retio urbane e regionali con le risorse disponibili.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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