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NOVITÀ NORMATIVE

PROGRESSIVITA' DELLE ADDIZIONALI IRPEF SE SI APPLICANO LE FASCE.

Per il ministero dell'Economia se il Comune delibera aliquote di addizionale Irpef per fasce di reddito queste dovranno essere applicate in modo progressivo. L'orientamento è stato espresso non con circolare ma con una risposta fornita a un Comune che chiedeva lumi sulla modalità di applicazione dell'addizionale dopo le modifiche introdotte con l'articolo 1, comma 11 del decreto legge 138/2011.
Secondo il ministero, in caso di scelta di un sistema di aliquote, l'applicazione deve avvenire utilizzando solo gli scaglioni di reddito stabiliti ai fini Irpef, «secondo il principio della progressività dell'imposta vigente nel nostro ordinamento tributario, con l'esclusione dell'applicazione di una sola aliquota corrispondente a quella stabilita in virtù dell'ammontare del reddito complessivo, ma invece con applicazione di un'aliquota via via progressiva che, con il crescere del reddito, passi gradualmente da quella minore a quella maggiore».
Stessa risposta è stata data a un altro Comune che si è rivolto al servizio «Anci Risponde» di Ancitel. In caso di più aliquote, la risposta ammette che il tenore letterale della norma potrebbe legittimare sia l'applicazione per scaglioni, sia l'applicazione sul reddito complessivo. Tuttavia, propende per l'applicazione a scaglioni.
Le due modalità di applicazione portano a differenze di gettito di notevole entità e variabilità: l'applicazione progressiva determina un minor gettito che varia dal 20 al 30%, a seconda dell'articolazione delle classi di reddito del Comune.
Occorre, comunque, evidenziare che le risposte date non sono convincenti e certamente non possono trovare il loro esclusivo fondamento nell'esigenza di salvaguardare la progressività del sistema tributario, visto che questa non si realizza certamente, o automaticamente, con l'applicazione progressiva e con l'attuale normativa.
Innanzitutto la razionalità e la progressività del sistema tributario nel suo complesso non è comunque garantita: i Comuni, infatti, possono stabilire un'aliquota unica, e sono molti gli enti che stanno scegliendo questa strada, decisamente di più facile applicazione. E se si prende come riferimento l'aliquota media il gettito non ne risente in modo sostanziale, a differenza di quanto invece accade nel caso di applicazione progressiva per fasce di reddito.
Peraltro, va anche evidenziato che il Dlgs 360/98, istitutivo dell'addizionale comunale, prevede all'articolo 1, comma 4 che l'addizionale è determinata applicandola «al reddito complessivo» e ciò dovrebbe escludere l'applicazione progressiva.
Il quadro di riferimento diventa ancor più confuso se si considera che gli stessi problemi si pongono anche per l'addizionale Irpef regionale, la cui disciplina (articolo 50 del Dlgs 446/97) è identica a quella comunale ma non è stata interessata dalle modifiche del Dl 138/2011. Così, ad esempio, la regione Emilia Romagna ha deliberato quattro fasce di reddito prevedendo l'applicazione sul reddito complessivo e non per scaglioni. Per garantire la razionalità del sistema tributario occorrerà garantire prima una maggiore razionalità e chiarezza del sistema normativo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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