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NOVITÀ NORMATIVE

BILANCI CERTIFICATI PER LE AMMINISTRAZIONI CHE VANNO AL RINNOVO.

I 1.200 enti locali che andranno al voto nel 2012 dovranno farlo con il bilancio certificato da pubblicare 20 giorni prima delle elezioni. L'annuncio arriva dal presidente della Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale Luca Antonini davanti alla platea del convegno nazionale organizzato a Firenze dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili per discutere di federalismo fiscale e contabilità pubblica.
Il meccanismo è previsto dal federalismo fiscale, e per partire ha bisogno di un decreto del Viminale su cui i tecnici ora sono al lavoro. L'idea è quella del bilancio di mandato, con cui l'amministrazione uscente dà conto dei risultati ottenuti attraverso uno strumento certificato da terzi. La certificazione dovrebbe avvenire a livello istituzionale, attraverso la commissione di coordinamento della finanza pubblica. «Anche nelle ultime elezioni - ha spiegato Antonini - abbiamo visto amministratori promossi dopo aver mandato verso il fallimento il proprio ente, o governatori che solo dopo 6-8 mesi sono riusciti a quantificare i buchi lasciati dalla gestione precedente».
Alla prossima chiamata alle urne, che in primavera vedrà tra gli altri andare al voto cittadini di Comuni come Palermo, Verona o Alessandria, le campagne elettorali dovrebbero per la prima volta concentrarsi sui dati di bilancio, e non su accuse più o meno fondate: «È una tappa essenziale per la riforma - sottolinea Antonini - perché la trasparenza sta al federalismo come la terra all'albero, senza l'una non c'è l'altro».
Accanto al federalismo, al centro dell'attenzione dei professionisti c'è la riforma della contabilità, scritta nel Dpcm appena varato dalla Conferenza Unificata; la riforma, che dall'anno prossimo sarà sperimentata in 54 Comuni, 12 Province e 5 Regioni (Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia e Sicilia), prevede l'introduzione della contabilità economica e del bilancio consolidato, e vede in prima fila i commercialisti. «Le norme - spiega Giosué Boldrini, consigliere Cndcec delegato agli enti pubblici - ci sono, ma ora a noi tocca costruire la cultura che negli enti locali manca: la contabilità aziendale non può essere una mera traduzione del vecchio sistema finanziario, occorre arrivare a una contabilità integrata che offra simultaneamente lo stesso dato secondo il sistema economico e quello finanziario».
Il tema è sempre più al centro dell'interesse della categoria che schiera circa 30mila professionisti solo nelle attività del controllo all'interno degli enti pubblici. Nasce anche da qui l'opposizione al sistema dell'estrazione a sorte per i revisori dei conti negli enti locali introdotto nella manovra estiva, e tradotto nel Dpcm esaminato nei giorni scorsi dalla Conferenza Stato-Città.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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