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NOVITÀ NORMATIVE

COMPENSI ISTAT FUORI DAL BLOCCO MA RESTANO I DUBBI.

I compensi corrisposti ai dipendenti degli enti locali per le attività di censimento sono all'esame della Corte dei conti. L'obiettivo è stabilire se questi incentivi sono o non sono fuori dal campo di applicazione dell'art. 9 comma 2 bis del Dl n.78/2010. La questione, molto attesa, ha avuto conclusioni differenti nelle Sezioni della Lombardia e della Toscana.
La manovra estiva dello scorso anno ha posto un tetto insormontabile all'ammontare complessivo delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale dipendente: per gli anni 2011-2013 non potrà superare il relativo importo dell'anno 2010. Agli operatori erano rimasti diversi dubbi fin dall'entrata in vigore della disposizione. La Corte dei conti ha espresso la propria opinione nell'ambito delle Sezioni riunite con la recente deliberazione n. 51/2011.
Nel documento si afferma che la norma non ammette eccezioni ricomprendendo ogni fonte di finanziamento del salario accessorio dei lavoratori degli enti locali. Due sole, per la Corte, le eccezioni: nel caso delle progettazioni interne e in quello delle attività di avvocatura interna.
La partita sembrava chiusa.' Rimaneva però in sospeso una questione di grande attualità: i compensi relativi al censimento. L'Istat infatti trasferisce a ciascuna amministrazione locale risorse economiche da destinare alle attività di direzione, coordinamento e rilevamento delle informazioni statistiche. Alcune di queste somme possono essere destinate al personale dipendente. Per la Corte dei conti della Lombardia si è sempre trattato di attività di natura istituzionale, sulla quale si è persino posto il dubbio di legittimità in merito all'erogazione di specifici incentivi (si veda la Deliberazione n. 14/2009).
La stessa Sezione è tornata però sulla questione per esaminare gli effetti di questi emolumenti sul fondo. Coerentemente con quanto affermato in precedenza la recente deliberazione n. 550/2011 sottolinea innanzitutto che non è ancora dimostrato che il contributo forfettario per le rilevazioni Istat sia destinato a comporre il fondo incentivante della contrattazione decentrata.
Il documento si occupa però soprattutto degli effetti di natura finanziaria. Poiché la rilevazione è obbligatoria per ciascun comune, le risorse sono di fatto dei trasferimenti statali per l'espletamento di una funzione amministrativa inderogabile e sono specificatamente vincolate alle operazioni di censimento.
Il passaggio chiave risiede nella considerazione che queste erogazioni sono già state definite "a monte" e che quindi il legislatore, al momento della stesura delle manovre, ha già provveduto a valutare la compatibilità delle risorse impiegate con i vincoli di finanza pubblica. Pertanto a ciascun ente non può spettare alcuna ulteriore verifica di congruità. Un blocco su questi compensi costituirebbe quindi un doppio vincolo.
In conclusione, quindi, le risorse Istat nel loro complesso sono escluse tout court dai vincoli di contenimento di cui all'art. 9 comma 2bis del Dl n. 78/2010.
Diversamente, la Corte dei conti della Toscana nella Deliberazione n. 291/2011 ritiene che nel blocco rientrino anche i compensi relativi al censimento, perchè si tratta di risorse della contrattazione integrativa potenzialmente destinate a tutti i dipendenti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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