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NOVITÀ NORMATIVE

STRETTA SUL DEBITO DEGLI ENTI TERRITORIALI.

Se il Patto di stabilità non offre cattive notizie, la stretta sugli enti locali dagli emendamenti alla legge di stabilità arriva sul fronte del debito, in due modi. Torna nel frullatore, prima di tutto, il limite massimo della spesa per interessi, che dall'anno prossimo non dovrà superare l'8% delle entrate registrate nei primi tre titoli (tributi, trasferimenti e tariffe) del consuntivo di due anni prima (il limite precedente era al 10%). Non solo: il tetto dovrà scendere al 6% nel 2013 e attestarsi al 4% dal 2014 in poi, un livello che una grossa fetta dei bilanci attuali supera in modo netto. Scende anche il tetto per le Regioni, dal 25 al 20% delle entrate tributarie non vincolate.
Sindaci e presidenti di Provincia e di Regione, però, vengono arruolati anche sul fronte della riduzione dello stock del debito pubblico. Le modalità saranno definite con decreto dell'Economia, ma i principi sono già indicati nel maxiemendamento del Governo e mettono nel mirino chi ha un indebitamento superiore alla media in termini pro capite. Il decreto dovrà fissare i livelli medi oltre i quali si accende la spia rossa, le percentuali di riduzione che i super-indebitati saranno chiamati a realizzare e le modalità per centrare l'obiettivo. Il primo strumento, comunque, sarà la cessione degli immobili al fondo che il Governo intende realizzare anche con il mattone di Stato.
Per chi non riuscirà a livellare il proprio debito, entreranno in campo le sanzioni principali oggi pensate per le Regioni e gli enti locali che non rispettano il Patto di stabilità: divieto di superare nella spesa corrente il livello medio registrato nell'ultimo triennio e stop alle assunzioni di qualsiasi tipo.
Il doppio stop ai debiti locali, cruciale per migliorare le sorti del consolidato pubblico che si porta a Bruxelles, rischia però di ipotecare ulteriormente le possibilità per gli enti locali di effettuare investimenti. Sul fronte dei pagamenti, il maxiemendamento rafforza lo strumento della certificazione del credito, che diventa obbligatoria ed esclude solo enti commissariati e Regioni impegnate in piani di rientro dall'extradeficit.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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