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NOVITÀ NORMATIVE

IN-HOUSE: VIETATO FRAZIONARE I SERVIZI PER NON SUPERARE LA SOGLIA.

Gli enti locali non possono frazionare un servizio pubblico per farlo rientrare nel limite di valore che consente di affidarlo in house a una società partecipata. La legge di stabilità interviene con un'importante integrazione della disciplina degli affidamenti diretti di servizi pubblici locali con rilevanza economica, recependo le osservazioni dell'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (Agcm).
La nuova disposizione è inserita nel comma 13 dell'articolo 4 della legge 148/2011 e stabilisce che, per garantire l'unitarietà del servizio, è vietato procedere al frazionamento del medesimo servizio e del relativo affidamento. Il dato normativo fa fronte a una delle principali criticità delle nuove regole per l'in-house, evidenziate dall'Agcm nell'atto di segnalazione al parlamento AS 864 del 26 agosto 2011, con cui si rilevava che il sistema di esenzioni dall'obbligo di gara configurato dalla nuova disciplina si prestava facilmente a comportamenti elusivi da parte delle amministrazioni. Per aggirare i limiti normativi sarebbe stato infatti sufficiente frazionare gli affidamenti in tante "tranche", ciascuna non oltre i 900mila euro annui, per poterle poi attribuire tutte direttamente a controllate in-house.
Business plan
Gli enti locali non potranno distinguere artificiosamente le attività rientranti in un unico processo produttivo, come, per esempio, quelle del ciclo integrato dei rifiuti. In secondo luogo, sono obbligati a definire un business pian complessivo e ad affidare in un unico momento tutte le attività riferibili alla tipologia di servizio, non potendo effettuare integrazioni successive: per esempio, un servizio di gestione parcheggi da 850mila euro annui dovrà essere affidato tutto insieme con riferimento al piano sosta, e una eventuale successiva integrazione del valore di 100mila euro andrà affidata con gara. L'affidamento in house resta comunque configurato come procedura derogatoria rispetto a quella principale (la gara) e all'opzione alternativa (la società mista con socio privato operativo), che può essere esperita solo se ricorrono i presupposti richiesti dall'ordinamento comunitario (controllo analogo e prevalenza dell'attività a favore dei soci) e per servizi di valore annuo non superiore ai 900mila euro.
La deliberazione
Le modifiche apportate dalla legge di stabilità rafforzano l'importanza della deliberazione (prevista dal comma 1 dell'articolo 4 della legge 148/2011) con la quale deve essere verificata la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi stessi (a fini di liberalizzazione massima delle attività economiche) oppure, in base ad un'analisi di mercato, viene prevista l'attribuzione di diritti di esclusiva al gestore quando l'iniziativa economica privata non risulti idonea a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità. La rilevanza di questo passaggio è stata evidenziata dall'integrazione al comma 4, in base alla quale, quando la deliberazione non è adottata, l'ente locale non può procedere all'attribuzione di diritti di esclusiva e, conseguentemente, la gestione dei servizi deve essere rimessa a una pluralità di gestori.
La formalizzazione della verifica è quindi necessaria per sviluppare l'affidamento con gara, come previsto nel primo periodo del comma 8 dell'articolo 4, ma anche per l'eventuale opzione della società mista e, soprattutto, per l'affidamento in-house. In questa ipotesi, infatti, l'attribuzione del diritto di esclusiva è una condizione necessaria perché si concretizzi l'affidamento diretto, il quale, per sua natura, esclude comunque gestioni contestuali o concorrenti.
Dalla combinazione delle disposizioni deriva pertanto un effetto interdittivo: se l'ente non adotta la deliberazione con cui definisce i diritti di esclusiva, non può esserci affidamento in house, in quanto ammetterebbe implicitamente il possibile intervento di operatori privati. Per poter adottare la deliberazione, le amministrazioni devono attendere un decreto ministeriale (da emanare entro il 31 gennaio 2012), con cui si definiranno i contenuti essenziali dell'atto-quadro (in base al nuovo comma 33-ter).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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