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NOVITÀ NORMATIVE

DEBITI PUBBLICI DA CERTIFICARE.

La legge di stabilità 2012 introduce importanti novità in materia di certificazione dei debiti di Regioni ed Enti locali relativi a somministrazioni, forniture e appalti, al fine di porre parziale rimedio ai ritardi nei pagamenti delle Pa. Ritardi, che, per le imprese fornitrici (spesso Pmi), sono fonte di grandi difficoltà finanziarie, peraltro acuite dalle parallele difficoltà di accesso al credito bancario.
L'articolo 9 comma 3-bis del Dl 185/2008, convertito nella legge 2/2009, viene integralmente sostituito.
La nuova formulazione prevede che siano soggette alla certificazione soltanto le somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti da Regioni ed enti locali. Non si fa più riferimento, invece, agli enti del Servizio sanitario nazionale. Non sono certificabili, inoltre, i crediti degli enti commissariati per infiltrazioni mafiose ex articolo 143 del Tuel delle Regioni sottoposte ai piani di rientro in materia di sanità. Cessato il commissariamento, la certificazione non può comunque essere rilasciata per i crediti sorti prima del commissariamento stesso né, in caso di gestione commissariale, può essere accordata per i crediti rientranti nella gestione commissariale stessa.
Viene ritoccato anche il termine per la certificazione, che passa da 20 a 60 giorni dalla ricezione dell'istanza.
La modifica più rilevante comunque consiste nell'introduzione dell'obbligatorietà della certificazione. Si passa dal "possono certificare" del vecchio comma3-bis al "certificano" del nuovo testo. Inoltre, in caso d'inadempienza dell'ente, si prevede l'intervento della Ragioneria territoriale dello Stato che, su istanza del creditore, può anche nominare un commissario ad Acta.
I profili della certificazione rimangono gli stessi, vale a dire, certezza, liquidità ed esigibilità del credito.
Non si prevede più che la cessione produca effetti nei confronti del debitore ceduto anche qualora il contratto escluda la cedibilità del credito. Adesso, invece, si fa riferimento all'articolo 117 del Dlgs 163/2006, che autorizza le stazioni appaltanti pubbliche a rifiutare la cessione, à meno che non vi sia una precedente clausola di cedibilità. Ai sensi dell'articolo 117, la Pa può opporre al cessionario le eccezioni opponibili al cedente in base contratto. Ferma restando l'efficacia liberatoria dei pagamenti eseguiti dal debitore ceduto, si applicano gli articoli 5 comma 1 e 7 comma 1 della legge 52/1991 di disciplina della cessione dei crediti di impresa (factoring).
Le certificazioni, che devono sempre avvenire nel rispetto delle regole del patto di stabilità interno, ovviamente sono finalizzate soprattutto alla cessione del credito prò soluto a banche o intermediari finanziari. Ed a questo fine, si prevede un'integrazione all'articolo 210 del Tuel che regola l'affidamento del servizio di tesoreria. 11 nuovo comma 2-bis dell'articolo 210 stabilisce che la convenzione di tesoreria può prevedere l'obbligo per il tesoriere di accettare, Su istanza del creditore, i crediti prò soluto certificati dall'ente ai sensi dell'articolo 9 comma 3-bis. L'obbligo vale soltanto perle convenzioni stipulate dopo l'entrata in vigore della legge di stabilità. Le modalità di accettazione dei crediti da parte del tesoriere dovranno essere inserite nel bando di gara per l'affidamento del servizio.
Infine, l'attuazione del nuovo articolo 9 comma 3-bis sarà disciplinata, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di stabilità, da un decreto del ministero delle Finanze. Fino all'emanazione del decreto, resteranno valide le certificazioni prodotte ai sensi del Dm 19 maggio 2009.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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