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NOVITÀ NORMATIVE

ALLO STUDIO DIVERSE IPOTESI FISCALI.

Il tam tam sulle misure fiscali che il Governo Monti potrebbe mettere in campo una volta ottenuta la fiducia punta nuovamente sulla casa. L'esperienza insegna, del resto, che il mattone è una base imponibile solida, quantificabile e sicura, che la mette naturalmente ai primi posti quando si tratta di scrivere misure più o meno emergenziali per puntellare i conti pubblici.
Anche le ipotesi circolate negli ultimi giorni pescano molto dall'esperienza degli anni passati, e puntano su quattro direttrici fondamentali: ritorno dell'Ici sulla prima casa, citata anche nelle risposte al questionario Ue, patrimoniale, rivalutazione delle rendite catastali e, come unico strumento inedito, anticipazione dell'Imu federalista dal 2012. Ipotesi che potrebbero anche variamente combinarsi fra di loro, modificando così il conto finale.
Il ritorno dell'Ici sulla prima casa, ha spiegato il ministro uscente Giulio Tremonti alla Commissione europea, frutterebbe 3,5 miliardi di euro (probabilmente riducendo della stessa somma l'impegno statale per il fondo di riequilibrio dei Comuni). Per un trilocale a Milano, ipotizzando l'estensione dell'aliquota oggi applicata solo alle prime case «di lusso», la "nuova" spesa annuale arriverebbe a 212 euro.
Per questo contribuente risulterebbe più leggera una patrimoniale al 2 per mille, come quella introdotta nell'altra bufera dei conti pubblici del 1992, che chiederebbe solo 144 euro, probabilmente una tantum; più o meno lo stesso importo che arriverebbe dall'anticipo di Imu e Res, la nuova imposta federalista sui servizi che però ha bisogno dell'approvazione definitiva del decreto in cui è prevista.
La sola rivalutazione delle rendite catastali, che le tabelle qui sotto ipotizzano del 10 per cento, lascerebbe invece immune l'abitazione principale, chiedendo, però, 85 euro all'anno in più rispetto a oggi se il trilocale fosse dato in affitto. L'ipotesi che punta sulle rendite, va aggiunto, è stata la prima a riemergere nelle ultime settimane anche per la sua semplicità applicativa, che le permette di rendere più attuali i valori catastali e aumentare il gettito (anche ai fini Irpef) con un semplice tratto di penna, come accaduto nel 1997 quando l'aumento fu del 5 per cento.
Più importanti sarebbero gli effetti di queste misure sulle imprese. Per il proprietario di un capannone industriale di 1.000 metri quadrati, l'aggiornamento delle rendite aumenterebbe l'Ici di 747 euro all'anno, e la patrimoniale potrebbe arrivare a chiederne 1.660.
Tutto dipende anche da come influiranno le ragioni dell'«equità» richiamate dallo stesso Mario Monti. Ragioni che potrebbero far pendere la bilancia soprattutto sul ritorno dell'Ici sulla prima casa, mentre l'anticipo di Imu e Res solleverebbe più di un nodo applicativo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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