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NOVITÀ NORMATIVE

CONSIGLI TRIBUTARI: ANCHE L'IFEL SUGGERISCE UNA COMPOSIZIONE DI TECNICI.

I politici, di giunta e consiglio, stiano fuori dai consigli tributari, e con loro i professionisti del settore fiscale e i giudici tributari.
È una delle indicazioni fornite dall'Ifel nella nuova circolare sulla costituzione dei nuovi organismi, che vanno costituiti in tutti i Comuni entro fine anno per non perdere il raddoppio, dal 50% al 100% del maggior riscosso, destinato agli enti che si alleano con le Entrate nella lotta all'evasione fiscale (l'altra sanzione, che aboliva nei Comuni inadempienti gli «sconti» sul Patto legati alla Robin Tax, è stata abrogata dalla legge di stabilità).
I suggerimenti sulle incompatibilità sono uno dei tanti punti in cui le istruzioni Ifel provano a completare una norma che nulla dice sulle concrete modalità di attuazione dell'obbligo. Nel silenzio della legge nazionale, che come unica norma primaria di riferimento offre il decreto luogotenenziale 77/1945 evidentemente inapplicabile per varie ragioni, la disciplina dei consigli tributari è lasciata all'autonomia regolamentare dell'ente.
In questo quadro, per evitare che esistano forme di consigli tributari diverse in ogni Comune, l'Ifel disegna le regole generali con un duplice scopo: evitare che i consigli tributari, che ai sindaci non sono mai piaciuti, si trasformino in un appesantimento burocratico della nascente lotta comunale all'evasione erariale, e fare in modo che il nuovo organismo si integri nella struttura comunale.
Dopo la manovra-bis (articolo 1, comma 12-ter del Dl 133/08), infatti, i consigli tributari possono essere soggetti di riferimento per gli scambi con le Entrate, aprendo al rischio che le strutture comunali e i consigli lavorino due volte sugli stessi soggetti, magari inviando segnalazioni diverse. Per superare il problema, l'Ifel propone due modelli di consigli, entrambi integrati nell'ente.
Uno, più "pesante", rende il consiglio un organo di coordinamento degli uffici impiegati nella lotta al nero, e apre le sue porte ai responsabili di tributi, commercio, anagrafe, vigilanza urbana e ufficio tecnico. L'ipotesi "snella" configura invece il consiglio come organo di consulenza, aperto a soggetti scelti in base alla competenza tecnica. Nei Comuni fino a 5mila abitanti, la strada del consorzio prevista dalla norma è chiusa dal fatto che questa forma associativa è stata abolita dalla Finanziaria 2010. L'alternativa è la convenzione o l'Unione, che possono estendersi a tutta la gestione delle Entrate per assicurare anche negli enti più piccoli le competenze necessarie per l'anti-evasione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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