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NOVITÀ NORMATIVE

NON SI PUO' FRAZIONARE IL SERVIZIO PER AGGIRARE LA GARA.

Si conferma il percorso verso la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, con limiti più rigorosi per l'in house: la legge di stabilità interviene sulla disciplina ristrutturata dalla manovra-bis di Ferragosto, e aggiunge qualche tassello importante: il divieto di frazionamento del servizio per aggirare la soglia dei 900mila euro che impone la gara e fissa condizioni più rigorose per la partecipazione alle gare delle affidatarie dirette.
Gli enti locali quindi devono avviare entro breve un'accurata verifica sui propri servizi pubblici locali, per poter seguire adeguatamente i processi di liberalizzazione previsti dalla nuova disciplina di riferimento.
Con i suoi interventi, la legge 183/2011 avvia dunque di fatto il count-down per la trasformazione del sistema, e conferma le scadenze per le gestioni esistenti. La prima, per gli affidamenti diretti e in house, è calendarizzata al 31 marzo 2012.
Il passaggio preliminare della definizione dei diritti di esclusiva e delle strategie di affidamento è possibile solo se le amministrazioni locali procedono ad un'accurata analisi preliminare dell'attuale situazione gestionale per ogni servizio pubblico. Va infatti ricostruito il complesso degli atti di regolazione del rapporto tra l'ente e il soggetto affidatario (deliberazione di affidamento, contratto di servizio, piani di investimento), per avere piena cognizione del complesso di attività affidate, della loro gestione nel contesto socioeconomico, delle problematiche inerenti le reti e le infrastrutture, nonché dell'eventuale mercato di riferimento.
Questo primo passaggio consente di acquisire gli elementi essenziali per procedere alla qualificazione del servizio pubblico locale in chiave di rilevanza economica (con conseguente assoggettamento alla disciplina ridefinita dalle manovre finanziarie) o meno.
Se il complesso di attività affidate rientra nella sfera dell'articolo 4 della legge 148/2011, l'ente locale deve avviare la verifica della realizzabilità di una gestione concorrenziale o della necessità di definizione dei diritti di esclusiva per il servizio in capo al soggetto gestore.
La formalizzazione di questa scelta deve avvenire con una delibera-quadro, nella quale dovranno essere esplicitate le ragioni dell'attribuzione dei diritti di esclusiva (con traduzione degli esiti dell'istruttoria realizzata in tal senso) e i benefìci per la comunità locale derivanti dal mantenimento del regime a gestore unico per il servizio.
La deliberazione (che deve essere approvata dal consiglio, in quanto atto fondamentale per l'organizzazione dei servizi pubblici locali) dovrà fare riferimento allo schema destinato ad essere approvato con il decreto ministeriale previsto dalla legge di stabilità; sin da ora, però, gli enti locali sono chiamati a porre in essere attività di analisi approfondite, per evitare di trovarsi stretti dalle scadenze delle gestioni esistenti.
L'istruttoria dovrebbe pertanto consentire alle amministrazioni di avere a disposizione elementi sufficienti per poter eventualmente confermare un affidamento in house esistente (se coerente con i parametri comunitari e per servizi di valore annuo inferiore ai 90omila euro) o riscontrare la compatibilità di una gestione con società mista, nella quale il socio privato sia stato selezionato con gara e risulti affidatario di specifici compiti operativi (partenariato pubblico privato istituzionale).
Qualora l'ente locale rilevi che queste condizioni non sussistono, comunque, sulla base della (presumibile) attribuzione di diritti di esclusiva potrà avviare le procedure per l'affidamento con gara o per la costituzione di una società mista strutturata sul modello del partenariato pubblico-privato di tipo istituzionale, con attribuzione al socio privato operativo di almeno il 40% del capitale sociale.
Non è escluso che, in alcune situazioni (ad esempio servizi pubblici in precedenza gestiti con modelli diversi, ma con caratteristiche tali da consentire l'affidamento diretto) l'ente ricorra al modulo in house, dovendo tuttavia tenere in considerazione gli ulteriori limiti ora incardinati nella disposizione di riferimento (articolo 4 comma 13 del Dl 138/2011): i servizi e gli affidamenti, infatti, non possono essere frazionati per eludere il limite di valore dei 900mila euro.
Il modello della gara consente alle amministrazioni locali di affidare simultaneamente più servizi pubblici, ma dovrà essere dimostrato che questa scelta sia economicamente più vantaggiosa di affidamenti singoli
Nella gestione della procedura selettiva le amministrazioni devono considerare che ad essa potranno prendere parte le società miste costituite nei termini compatibili con il partenariato pubblico privato istituzionale (questo aspetto è stato chiarito da una modifica introdotta nell'articolo 4 dalla legge 183/2011), ma anche le società affidatarie in house, a condizione che il loro affidamento sia nella fase conclusiva. Tali elementi dovranno essere precisati nel bando.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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