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NOVITÀ NORMATIVE

LEGGE DI STABILITA' E CONTRATTI FLESSIBILI.

La legge di stabilità 2012 ha dato un diverso respiro alla gestione dei rapporti di lavoro flessibile nel mondo delle autonomie locali.
Con i commi 102 e 103 dell'articolo 4, la legge 183/2011 fa un'operazione chirurgica al quadro normativo creando un nuovo sistema a doppio binario: uno per il turn-over dei dipendenti a tempo indeterminato, che non potrà superare il 20%, e uno per i rapporti di lavoro flessibile, limitati al 50% della spesa 2009. In altri termini, il Governo ha inserito, nell'articolo 76, comma 7, del Dl 112/2008, la precisazione che il vincolo del 20% riguarda solo le «assunzioni di personale a tempo indeterminato» (articolo 4, comma 103) facendo cessare la materia del contendere. Per i rapporti flessibili, al contrario, è stato esteso agli «enti locali» il regime previsto per le Regioni e per le Province autonome.
Dal 2012 anche gli enti locali dovranno rispettare il limite del 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nel 2009. La norma, contenuto nell'articolo 9, comma 28, del Dl 78/2010, si applica alle assunzioni a tempo determinato o con convenzioni, ai co. co.co., ai contratti di formazione, alla somministrazione lavoro e al lavoro accessorio. L'ambito sembrerebbe a prima vista non dissimile a quello precedente con differenze più terminologiche che sostanziali: le sei tipologie contrattuali elencate nel comma 28 sembrerebbero del tutto equivalenti alle «assunzioni a qualsiasi titolo» della precedente norma (Corte dei Conti Veneto, parere 6/2010). In realtà le cose sono più complesse.
Da una parte non dovrebbe rientrare il personale comandato, non richiamato e disciplinato da una regolamentazione autonoma (articolo 30, comma 2-sexies, Dlgs 165/2001). Ma la vera partita si gioca in tema di incarichi fiduciari ex articolo no del Tuel e di personale appartenente allo staff del Sindaco ex articolo 90. Il dubbio nasce del fatto che i sei contratti elencati si collocano nell'ambito degli articoli 7, commi 6 e 36, del Dlgs 165/2001, come ricorda la norma, e non riguardano agli articoli 90 e no del Tuel.
Peraltro non vi è alcun dubbio che siano contratti a tempo determinato seppure di fonte speciale. Ma l'inserimento di tali contratti, soprattutto negli enti grandi, significherebbe ridimensionare notevolmente i normali rapporti di lavoro flessibili con il rischio di compromettere quei servizi che necessitano fìsiologicamente di assunzioni flessibili (nidi, materne, farmacie, servizi agli anziani).
Le maglie si sono sicuramente allargate dal 20 al 50% anche se si deve porre attenzione alla diversa base di calcolo: si è passati dalle cessazioni 2010 alla spesa sostenuta nel 2009. Le modifiche entrano in vigore dal 2012 e non hanno valenza retroattiva al 2011 in quanto non si tratta di norma di interpretazione autentica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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