PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

ALLO STUDIO IL RITORNO DELL'ICI SULLA PRIMA CASA.

Un'anomalia tutta italiana la cui eliminazione potrebbe valere per le casse dello Stato fino a 10 miliardi. Il ripristino tout court dell'Ici prima casa certificato a Bruxelles dall'ex ministro Tremonti vale 3,5 miliardi. Cui si potranno aggiungere i 3 miliardi della compartecipazione Irpef e i 3,5 miliardi della cedolare secca.
A prescindere dalla strada che il Governo vorrà seguire per rivedere l'imposizione sugli immobili, il ritorno di un prelievo sulla prima casa finirà comunque nelle casse dei Comuni. Il decreto sul fisco municipale attribuisce espressamente il gettito dei tributi "immobiliari" ai sindaci. Ma lo Stato potrà rivalersi riducendo le risorse che, proprio in virtù di quel Dlgs, è tenuto a girare ogni anno ai municipi. A cominciare dalla compartecipazione all'Irpef - destinata con il correttivo del Federalismo già presentato a sostituire quella all'Iva - e alla cedolare secca (il prelievo sostitutivo dell'Irpef sulle locazioni) che per i primi due anni è fissata al 21,7% e 21,6%, ma dal 2013 in poi potrebbe anche salire fino al 100 per cento.
Dieci miliardi da utilizzare per cancellare gran parte dell'ipoteca con cui il governo Monti ha iniziato il suo mandato, ovvero i 20 miliardi da recuperare (4 per il 2012 e 16 per il 2013) per centrare il pareggio di bilancio con l'attuazione della delega fiscale o ricorrendo al paracadute del taglio delle agevolazioni fiscali.
Fin qui le esigenze di cassa che dovranno coincidere, come ha sottolineato lo stesso Monti annunciando inevitabili sacrifici, con l'equità. Principio che potrà essere rispettato puntando forte sulla progressività del prelievo. Per garantirla, le strade percorribili sono più d'una.
Come in passato, si potrebbe sfruttare la leva della detrazione sulla prima casa diversificandola o in funzione del valore del patrimonio, o in funzione del reddito. Così facendo, senza necessariamente reintrodurre un'imposta ad hoc, si potrebbe legare il nuovo prelievo alla prima casa, mantenendo la stessa progressività e collegandola all'Irpef del contribuente.
Dalla mappatura realizzata dal tavolo di lavoro per la riforma fiscale sulle agevolazioni e sugli sconti fiscali che erodono gettito (oltre 700 voci di bonus fiscali che costano all'Erario oltre 250 miliardi complessivi) l'attuale esenzione della prima casa ai fini Irpef vale 3.069 miliardi di euro.
L'attuale esenzione totale potrebbe essere cancellata e l'impatto ricalibrato introducendo un meccanismo di detrazioni che favoriscano i redditi più bassi (da 103 a 250 euro). Spostare tutto sull'Irpef vorrebbe anche dire creare un percorso parallelo, solo sulla prima casa, rispetto alla nuova imposta comunale (Imu) prevista dal federalismo fiscale.
Un'altra via percorribile per reintrodurre un prelievo progressivo sulla prima casa potrebbe consistere nella possibilità di introdurre aliquote differenziate (dell'Ici oggi e dell'Imu poi) in funzione del valore catastale dell'immobile e dunque legando il prelievo al patrimonio accumulato negli anni dal contribuente. Questa strada, tra l'altro, si intreccia con l'altra misura allo studio da tempo all'Economia, ovvero la rivalutazione delle rendite catastali. La percentuale del 5% oggi utilizzata è infatti ferma al 1996. L'ipotesi allo studio dell'Economia e dell'agenzia del Territorio è quella di elevare quella percentuale di rivalutazione.
La terza via potrebbe poggiare, invece, su aliquote diversificate in funzione del numero degli immobili posseduti dal contribuente: ad esempio un'aliquota base del 6 per mille sulle prime case che potrebbe essere elevata al crescere degli immobili posseduti (+0,2 per mille, +0,4 per mille e così via).
Queste tre soluzioni potrebbero tra l'altro attenuare se non sterilizzare del tutto l'effetto di una patrimoniale, già più volte pubblicamente bocciata dal Pdl, pronto ad aprire, per voce dello stesso Silvio Berlusconi, a un possibile prelievo sulla casa ma mai alla patrimoniale. Che invece troverebbe d'accordo le imprese, il Pd e il terzo polo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
272829303112
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio