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NOVITÀ NORMATIVE

SI PROFILA UNA STRETTA SULLE PENSIONI DI ANZIANITA'.

Aumento di 1-2 punti delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi. E possibile stretta immediata sui pensionamenti di anzianità ancorati al solo canale contributivo (a prescindere dall'età anagrafica) con l'innalzamento della soglia di uscita da 40 a 41-43 anni di contribuzione. Sono queste al momento le ipotesi più gettonate, insieme al blocco, totale o parziale, di almeno un anno del recupero dell'inflazione sui trattamenti, del pacchetto previdenziale che sarà inserito nel decreto sulla manovra.
Un pacchetto che anticiperà la riforma organica vera e propria, destinata a vedere la luce tra la fine dell'anno e il mese di gennaio. Nel menù degli interventi considerati urgenti continua a far parte l'adozione del contributivo, nella forma prò rata, per tutte le pensioni dal 1° gennaio del 2012 e il decollo già dal prossimo anno del percorso per alzare il requisito di vecchiaia, che verrebbe anche velocizzato facendo salire l'asticella a 65 anni già nel 2018 o 2020 e non più nel 2026.
Tra le opzioni alle quali stanno lavorando i tecnici del ministero del Lavoro e del Tesoro spunta anche un contributo di solidarietà per gli iscritti ai fondi previdenziali con trattamenti privilegiati (elettrici, telefonici, dirigenti e via dicendo), che però allo stato attuale sarebbe solo oggetto di un'attenta valutazione.
La decisione sulle misure da anticipare nel decreto sarà presa soltanto nel fine settimana Anche perché le strategie del ministero del Lavoro e della Ragioneria generale dello Stato non sembrano ancora collimare. Sull'anticipo dal 2013 al 2012 del meccanismo sull'aggancio alla speranza di vita non sembra esserci ancora una convergenza
Ma è soprattutto sul delicatissimo versante del superamento in toto dei pensionamenti di anzianità che sembrano esserci diverse scuole di pensiero: i tecnici del Tesoro spingono per un'accelerazione delle quote (somma di età anagrafica e contributiva) per arrivare a «quota 100» nel 2015 mentre il ministro Elsa Fornero sembra prediligere un meccanismo flessibile di uscite con una forbice 63-68 (o 70) anni.
Una riflessione sarebbe in corso anche sulla stretta sui pensionamenti di anzianità con il solo canale contributivo dei 40 anni, ovvero quelli ai quali si accede a prescindere dall'età anagrafica raggiunta. L'idea sarebbe di alzare di uno o tre anni la soglia contributiva di accesso alla pensione. Una questione strategica, visto che interessa circa due terzi dei pensionamenti anticipati. Anche per questo motivo i sindacati (e i partiti) vorrebbero avere voce in capitolo.
Sindacati che, non a caso, chiedono l'immediata apertura di un confronto. «Basta con le indiscrezioni sulle pensioni - ha detto ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. - E arrivato il momento di un confronto trasparente e pubblico sul tema». Non è pertanto ancora da escludere che questo intervento possa uscire dal decreto e rientrare nel pacchetto organico, insieme alle altre misure per superare i pensionamenti di anzianità e alzare l'età media di pensionamento, sul quale la Fornero sembra intenzionata ad aprire nei prossimi giorni un giro di tavolo con le parti sociali.
La ministra sta stringendo il più possibile sui tempi. Ieri la Fornero ha prima incontrato il capo dello Stato al Quirinale e poi in serata ha visto il presidente della commissione Lavoro della Camera, Silvano Moffa, con cui ha fatto il punto sull'agenda dei lavori parlamentari dei prossimi giorni.
L'obiettivo è mettere a punto un intervento organico, improntato al rigore, all'equità e anche alla crescita, per completare le riforme varate negli ultimi anni. In questa direzione si collocherebbe l'aumento dei contributi a carico dei lavoratori autonomi (commercianti e artigiani) oggi al 20-21 per cento.
La Fornero punterebbe a una progressiva armonizzazione delle aliquote contributive per giungere, a regime, a un loro riallineamento verso il basso e ridurre così il carico contributivo su imprese e lavoratori. Ieri infine è arrivato un atto formale per i lavoratori esclusi dalle «finestre mobili» perché in mobilità: il ministro ha firmato il decreto per la proroga del sostegno al reddito di chi non rientra nel contingente delle 10.000 unità salvaguardate dalla disciplina.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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