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NOVITÀ NORMATIVE

ACQUIESCENZA CARA SUI TRIBUTI LOCALI.

L'acquiescenza agli atti impositivi dei tributi locali, dopo la manovra Monti, è diventata meno conveniente per i contribuenti. Infatti, in caso di pagamento di quanto richiesto dai comuni con gli avvisi di accertamento, la sanzione irrogata dall'ufficio non viene più ridotta ad un quarto, bensì a un terzo. In altri termini, se entro 60 giorni dalla notifica dell'atto interviene adesione del contribuente mediante il pagamento del tributo e delle sanzioni, queste ultime saranno ridotte al 33,3% e non più al 25%.
A prevederlo è l'art. 13, comma 13, del decreto legge 6 dicembre 2011, numero 201, la cui entrata in vigore, risultando tutt'altro che scontata, sta gettando scompiglio negli uffici tributi comunali che, come alla fine di ogni anno, si stanno accingendo a notificare un consistente numero di atti impositivi.
Situazione precedente
Fino alla modifica degli artt. 16 e 17 del decreto legislativo numero 472/1997 ad opera della legge numero 220/2010, era pacifico che qualora il contribuente avesse voluto definire, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso, un atto impositivo -riguardante un qualsiasi tributo locale (Ici, Tarsu, Tosap ecc.) purché diverso da un avviso di liquidazione - avrebbe goduto del beneficio della riduzione a un quarto della sanzione irrogata dall'ufficio.
La legge numero 220/2010 riducendo l'abbattimento della sanzione da un quarto a un terzo, previsto dagli articoli 16 e 17 del decreto legislativo numero 446/1997, senza tuttavia prevedere un'analoga modifica anche delle norme che prevedono l'acquiescenza dei singoli tributi comunali (artt. 14 del decreto legislativo numero 504/1992, 23, 53 e 76 del decreto legislativo numero 507/1993), aveva posto un problema di coordinamento delle diverse disposizioni.
Difficoltà interpretative che potevano essere superate ritenendo operante la riduzione della sanzione a un terzo (prevista dagli articoli 16 e 17 del decreto legislativo numero 472/1997) nel caso il contribuente avesse pagato la sola sanzione ma non anche il tributo, mentre la riduzione ad un quarto (artt. 14 del decreto legislativo numero 504/1992, 23, 53 del 76 del decreto legislativo numero 507/1993) andava riconosciuta nell'ipotesi di corresponsione del tributo e delle sanzioni così ridotte e quindi di adesione totale all'atto impositivo.
Situazione attuale
Il decreto Monti, con il comma 13 dell'articolo 13, interviene allineando i diversi istituti premiali. Viene infatti previsto che, sia nell'ipotesi in cui il contribuente effettui il pagamento della sola sanzione, che in quella in cui egli presti acquiescenza totale all'accertamento (corrispondendo anche il tributo), la sanzione è in ogni caso ridotta ad un terzo.
Il vero problema sta però nell'individuazione della decorrenza di tale norma, atteso che nulla viene esplicitato al riguardo. Infatti, l'assenza di una specifica data di entrata in vigore di tale modifica potrebbe indurre a ritenerla efficace sin dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge numero 201/2011 (6 dicembre 2011).
Tuttavia, da una lettera sistematica dell'intero articolo 13 si dovrebbe arrivare alla diversa conclusione che anche il comma 13, inserito inappropriatamente all'interno di una norma disciplinante l'introduzione anticipata dell'Imu, entri in vigore, come tutte le altre disposizioni ivi contenute, dall'1 gennaio del 2012. Soluzione, quest'ultima, che darebbe peraltro ai comuni il tempo necessario all'adeguamento delle avvertenze contenute negli atti impositivi.
FONTE: ITALIA OGGI

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