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NOVITÀ NORMATIVE

RIMANE IL BLOCCO SU TRIBUTI E TARIFFE?

Comuni province e regioni non possono aumentare le aliquote o le tariffe dei tributi fino a quando non interviene una norma che elimini il blocco. E' quanto può ricavarsi dalla lettura delle disposizioni che dal 2009 hanno bloccato gli enti territoriali nel loro potere di deliberare aumenti dei tributi ad essi attribuiti con legge dello stato.
Manca peraltro, nella manovra Monti una disposizione che dica chiaramente se tale blocco può ritenersi superato, visto che la norma attualmente in vigore, e cioè l'art. 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, stabilisce che «resta confermata, sino all'attuazione del federalismo fiscale, la sospensione del potere delle regioni e degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello stato, di cui al comma 7 dell'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126» ad eccezione per gli aumenti relativi alla Tarsu e per quelli previsti per lo sforamento della spesa sanitaria.
La norma anziché ripetere come le precedenti che «resta confermata per il triennio 2009-2011, ovvero sino all'attuazione del federalismo fiscale se precedente all'anno 2011» non definisce una data finale del blocco, ma la collega «all'attuazione del federalismo fiscale».
Si tratta, quindi, di verificare cosa intendesse dire il legislatore e cioè se è sufficiente l'emanazione dei decreti legislativi sul federalismo fiscale municipale, provinciale e regionale (nel qual caso lo sblocco sarebbe già operativo) o se, al contrario occorre tener conto dell'effettiva data di entrata in vigore delle norme contenute nei vari decreti, previste di regola nel 2014, anticipate al 2013 nello schema dl dlgs correttivo del federalismo o addirittura al 2012 come ha fatto il decreto salva-Italia con l'Imu adottata in via sperimentale.
Riguardo all'Imu il problema non si pone, in quanto è stato lo stesso legislatore ad attribuire ai comuni il potere di costruire un innovativo assetto di aliquote per il nuovo tributo. Lo stesso può dirsi per l'imposta di soggiorno che a norma nell'art. 4, del dlgs n. 23 del 2011, i comuni hanno potuto istituire dal 2011. Il legislatore sta andando aventi con interventi «spot» su singoli tributi, cosa che aveva peraltro già fatto per la sola Roma Capitale.
Di fronte a questa serie di norme tra loro scollegate resta aperto l'interrogativo se può dirsi o meno realizzata l'attuazione del federalismo fiscale e se lo sblocco del potere di aumentare tributi sia generalizzato o limitato ai soli tributi per i quali il legislatore è intervenuto direttamente. La soluzione non è indifferente per gli enti territoriali che si apprestano a predisporre i bilanci e sarebbe indispensabile un immediato intervento del legislatore che faccia chiarezza sul punto.
FONTE: ITALIA OGGI

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