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NOVITÀ NORMATIVE

SE L'ADDIZIONALE E' PROGRESSIVA SI APPLICANO GLI SCAGLIONI IRPEF.

Anticipazione del termine per la pubblicazione delle delibere e modalità applicative in caso di aliquote differenziate: sono le principali novità sull'addizionale comunale Irpef introdotte dall'articolo 13, comma 16 del Dl 201/2011.
Il Dl 138/2011 ha sbloccato dal 2012 la possibilità per i Comuni di intervenire sull'addizionale Irpef passando dall'aliquota zero direttamente allo 0,8%, ovvero di spaziare all'interno di questo intervallo, consentendo inoltre di differenziare le aliquote «esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale».
Questo inciso ha comunque creato alcuni dubbi applicativi, poiché non è chiaro se le aliquote differenziate funzionano come l'Irpef nazionale oppure se il livello del reddito decide l'aliquota da pagare. Ad esempio, se il Comune applica lo 0,2% fino a 15mila euro di reddito, lo 0,4% fino a 28mila e lo 0,6% sopra questa soglia, chi dichiara 40mila euro pagherà 154 euro nel primo caso (a scaglioni) oppure 240 euro nel secondo (lo 0,6% di 40mila). Si tratta di una differenza di non poco conto.
Ebbene, il Dl 201/2011 precisa che l'istituzione di più aliquote può avvenire «utilizzando esclusivamente gli stessi scaglioni di reddito stabiliti, ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla legge statale, nel rispetto del principio di progressività».
Pertanto viene chiarito che le aliquote scaglionate funzionano come l'Irpef nazionale, aderendo alla prima soluzione prospettata nell'esempio. I Comuni che intendono mantenere un sistema proporzionale saranno quindi costretti a rimanere con un'aliquota unica, dato che il passaggio alle aliquote differenziate comporta l'applicazione del criterio progressivo, più penalizzante per gli enti locali oltre che più difficile da gestire per i sostituti d'imposta.
L'altra novità del Dl 201/2011 è costituita dall'anticipazione al 20 dicembre della pubblicazione della delibera comunale sul sito informatico del Ministero, ai fini della determinazione dell'acconto. Infatti, in base alla norma vigente l'aliquota e la soglia di esenzione sono assunte nella misura vigente nell'anno precedente, salvo che la pubblicazione della delibera sia effettuata entro il 31 dicembre precedente l'anno di riferimento.
Il legislatore ha ritenuto di anticipare al 20 dicembre la pubblicazione, al fine di evitare problemi di carattere organizzativo sia ai Comuni che agli uffici ministeriali dovuti alla concomitanza con le festività natalizie e di fine anno. Pertanto, se i Comuni vogliono beneficiare dell'acconto Irpef a partire dal mese di marzo successivo, devono approvare la delibera con congruo anticipo rispetto al 20 dicembre.
Si segnala infine che l'agenzia delle Entrate è tenuta a provvedere ai rimborsi già richiesti alla data del 6 dicembre 2011, senza far valere l'eventuale prescrizione decennale del diritto dei contribuenti. La deroga all'ordinaria prescrizione è dettata dalla circostanza che, essendo trascorso ormai un notevole lasso di tempo dal momento in cui avrebbe dovuto essere emanato il decreto previsto dall'articolo 1, comma 8, del Dlgs 360/98, non sembra coerente con i princìpi di affidamento e di buona fede negare un diritto del contribuente per un ritardo nell'emanazione del provvedimento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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