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NOVITÀ NORMATIVE

I CONSIGLI TRIBUTARI SCOMPAIONO PRIMA DI VEDERE LA LUCE.

Con un colpo di spugna, giustificato da ritardi e difficoltà nell'instaurazione e soprattutto dalla presunta inutilità della costituzione, spariscono i Consigli tributari locali, destinati a garantire la corretta partecipazione degli enti territoriali alla lotta all'evasione.
Con i commi da 8 a 10, dell'articolo 1, della cosiddetta manovra Monti, sono cancellati sul nascere i Consigli tributari, introdotti dal comma 12-ter, dell'articolo 1, del dl n. 138/2011, convertito con modificazioni nella legge 148 del medesimo anno, destinati alle attività di intelligence finalizzata al recupero di base imponibile.
Il dl n. 138/2011 ha previsto che, per gli anni dal 2012 al 2014, la partecipazione al recupero del gettito da parte degli enti locali è elevata al 100% (la quota era, in partenza, del 30%, poi del 33% e poi del 50%), al fine di incentivare la partecipazione dei comuni all'attività di accertamento, con utilizzo di un sistema di segnalazione, utilizzando il Consiglio tributario, introdotto nell'art. 44, dpr n. 600/1973.
Peraltro, detti organi erano stati riesumati dall'art. 18, del decreto legge 31/5/2010, n. 78, che aveva tentato di renderli operativi obbligando gli enti territoriali a istituirli nel termine di 90 giorni o 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto, in relazione all'entità della popolazione (popolazione superiore e/o inferiore a 5 mila abitanti) con applicazione di penalità in caso di inerzia.
L'obiettivo della reintroduzione di questi organi era ambizioso, poiché lo stesso organo doveva fungere anche da garante, evitando che l'ente non si accanisse nei confronti di determinati contribuenti, magari di posizione diversa e/o contraria rispetto alla governance maggioritaria dell'ente territoriale.
Come indicato nella relazione illustrativa, però, la concreta attuazione di tale previsione non risultava ancora effettiva e uniforme sul territorio nazionale e, anche in ragione di un efficiente scambio telematico di dati tra le amministrazioni locali e gli uffici delle Entrate, con la disposizione in commento è stata disposta l'eliminazione dell'obbligo dell'istituzione dei citati consigli e dei consorzi, di cui all'articolo 18, dl n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010.
Sul punto, pertanto, due certezze: la prima concerne il possibile rischio di un vero e proprio accanimento verso determinati contribuenti da parte delle amministrazioni locali, la seconda che i comuni, senza alcun controllo e in piena autonomia, potranno gestire direttamente le segnalazioni, facendo salva l'entità della partecipazione al gettito di tributi erariali, che la manovra estiva ha fissato nella misura del 100% del gettito recuperato.
FONTE: ITALIA OGGI

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