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NOVITÀ NORMATIVE

COFINANZIAMENTI FUORI DAL PATTO DI STABILITA'.

Con il Decreto Monti, ai fini del rispetto del Patto di stabilità interno delle Regioni e delle Province Autonome, i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali europei potranno essere eliminati dal totale delle spese da calcolare per verificare il rispetto dei vincoli contabili.

Nel dettaglio, l'art 3 del D.L. 201/2011 si preoccupa di favorire la realizzazione dei programmi regionali cofinanziati da risorse comunitarie: a tal fine, modificando l'art. 32, comma 4, della L. 183/2011, stabilisce che per gli anni 2012, 2013 e 2014 possano essere esclusi, in termini di cassa e di competenza, le spese effettuate a titolo di cofinanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse). Ciò sarà possibile grazie all'istituzione, presso lo stato di previsione del Ministero dell'Economia, di un Fondo di compensazione per gli interventi volti a favorire lo sviluppo che, allo scopo di assicurare la copertura finanziaria della descritta operazione, ripartirà la somma stanziata (un miliardo di euro l'anno) tra le singole Regioni sulla base di quanto stabilito dal Quadro strategico nazionale (2007/2013).
Detta previsione, però, per avere gli effetti sperati, dovrà essere accompagnata da un'analoga norma relativa agli Enti Locali, visto che essi sono i soggetti cui spetta l'emanazione degli atti finali di spesa relativi a questi interventi. Si ricorda, infatti, che sulla base dell'art. 31, comma 10 e 11, della Legge sul Patto di stabilità 2012, gli Enti Territoriali potranno escludere dal saldo finanziario in termini di competenza mista solo le risorse provenienti, direttamente o indirettamente, dall'Unione Europea, nonché le relative spese di parte corrente e in conto capitale; invece, devono essere conteggiate con segno negativo gli impegni e i pagamenti di somme a valere sulla quota parte nazionale dei cofinanziamenti comunitari. Proprio perché Comuni e Province sono destinatari in via diretta delle somme assegnate alle Regioni sarebbe opportuno prevedere meccanismi di esclusione anche a loro favore.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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