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NOVITÀ NORMATIVE

RAVVEDIMENTO CON TEMPI BREVISSIMI.

Il Fisco perdona le omissioni o le dimenticanze, ma a condizione che il contribuente paghi le somme dovute, pur se in ritardo. I contribuenti che negli ultimi giorni hanno pagato in ritardo le imposte o sì sono dimenticati dì pagarle possono contare su diverse opportunità per ravvedersi, pagando mini penalità. Venerdì 30 dicembre scade il termine per sanare i tributi omessi o pagati in ritardo, che erano in scadenza tra il 30 novembre e il 16 dicembre 2011. Le opportunità sono tre.
Perdono per i tributi omessi
Il 30 dicembre scade il termine per chi intende fruire del ravvedimento "breve", cioè entro i trenta giorni dalla scadenza, per sanare gli omessi versamenti di tributi in scadenza al 30 novembre. Questo ravvedimento "breve" può riguardare chi ha omesso l'acconto delle imposte sui redditi, dell'Irap o della cedolare secca, che erano in scadenza il 30 novembre. Chi si ravvede deve versare con lo stesso modello F24 le somme dovute, più la sanzione del 3 per cento, più gli interessi dell'1,5% annuo per i giorni dal 1° dicembre 2011 fino al giorno di pagamento compreso. Anche gli interessi da ravvedimento devono essere versati a parte con uno specifico codice tributo. Solo in caso di ravvedimento per ritenute, il versamento si esegue cumulando l'importo degli interessi con le ritenute.
Perdono "sprint"
Venerdì 30 dicembre è anche l'ultimo giorno per i contribuenti che hanno perso l'appuntamento con i versamenti, in scadenza il 30 novembre 2011, ma che hanno pagato solo le imposte, nel periodo dal 1° dicembre fino al 14 dicembre 2011. Essi possono avvalersi del ravvedimento "sprint". In questo caso la sanzione ordinaria del 30%, applicabile sui tardivi od omessi versamenti di imposte, si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo.
La misura del 30 per cento, che si riduce normalmente al 3% in caso di ravvedimento "breve o mensile" entro trenta giorni, è ulteriormente ridotta ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo. Il quindicesimo del 3 per cento è infatti uguale allo 0,2% giornaliero. La misura varia dallo 0,2% per un giorno di ritardo, fino al 2,80% per 14 giorni di ritardo. Nel calcolo delle somme da pagare, oltre alle sanzioni, occorre anche considerare gli interessi dovuti nella misura dell'1,5% annuo.
Tributi scaduti il 16 dicembre
Entro il 30 dicembre, infine, i contribuenti, che hanno "saltato" l'appuntamento con i versa-mentì, in scadenza il 16 dicembre 2011, possono avvalersi del ravvedimento "sprint", che può essere effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine.
La misura varia dallo 0,2% per un giorno di ritardo, fino al 2,80% per 14 giorni dì ritardo. In caso di mancato pagamento, a partire dal quindicesimo giorno di ritardo fino al trentesimo giorno si applica la misura fissa del 3%, prevista per il ravvedimento "breve o mensile".
Nel calcolo delle somme da pagare, per imposte e sanzioni, occorre anche considerare gli interessi dovuti nella misura dell'1,5% annuo. Al riguardo, si ricorda che, in caso di ravvedimento, il 30% è la base unica sulla quale calcolare le riduzioni, allo 0,2%. giornaliero fino al 2,80%, per il ravvedimento sprint, a un decimo (3%) per il ravvedimento breve, o a un ottavo (3,75%) per il ravvedimento lungo o annuale, anche se il contribuente ha eseguito indebite compensazioni o ha utilizzato dei falsi crediti. In caso di ravvedimento, sono perciò cancellate le maxi sanzioni variabili dal 100 al 200% in caso di falsi crediti e indebite compensazioni nel modello F24 (circolare 18/E del 10 maggio 2011). La cancellazione delle super sanzioni deriva dal fatto che, sia in caso di ravvedimento sia in caso di liquidazione automatizzata delle dichiarazioni annuali dei redditi, dell'Iva e dell'Irap, la base dì riferimento sulla quale calcolare gli sconti è sempre quella del 30 per cento.
Si ricorda ìnfìne che, in caso di cosiddetto ravvedimento lungo, per sanare i tributi omessi o pagati in ritardo nel corso del 2011 entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione, cioè, di norma, entro il 30 settembre 2012, la sanzione applicabile è del 3,75% (un ottavo del 30%).
Alle sanzioni e agli eventuali tributi ancora dovuti, si devono aggiungere gli interessi dell'1,5% annuo fino al 31 dicembre 2011 e del 2,5% dal 1° gennaio 2012, per i giorni successivi al termine di scadenza, fino al giorno di pagamento compreso. Dal 1° gennaio 2013, infatti, il ravvedimento costa di più in quanto gli interessi passano dall'1,5% al 2,5%. L'aumento del tasso legale di interessi è stato disposto dall'articolo 1 del decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2011.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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