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NOVITÀ NORMATIVE

CON L'IMU NESSUNO SGRAVIO AL COMODATO.

Con l'introduzione dell'imposta municipale propria (Imu) esce di scena l'agevolazione sulle unità abitative destinate ad abitazione principale concesse in uso gratuito a parenti e la riduzione del 50% del tributo sull'immobile locato.
Dal 2012 troverà applicazione, in luogo dell'imposta comunale sugli immobili (Ici), di cui al dlgs. 504/1992, l'imposta municipale propria che, ancorché introdotta in via sperimentale dal dl. 201/2011, è del tutto autonoma e svincolata complessivamente dal vecchio tributo locale.
A sostegno di quanto indicato, si evidenzia l'assoggettamento al tributo anche dei fabbricati rurali, sia a destinazione abitativa (0,4%) che strumentale (0,2%), ancorché rispettosi dei requisiti di ruralità, di cui ai commi 3 e 3-bis, dell'art. 9, dl. 557/1993 e ancorché censiti nelle categorie specifiche (A/6 o D/10).
Sulla medesima falsariga non si rendono più applicabili gli abbattimenti disposti dall'art. 9, del dlgs.504/1992 per i terreni agricoli, ancorché permanga la nota «finzione giuridica», stante il richiamo all'art. 2 del medesimo decreto istitutivo dell'imposta comunale (Ici), secondo la quale i terreni fabbricabili devono essere considerati agricoli, se coltivati.
Permangono, inoltre, numerose perplessità sulle modalità applicative dell'imposta municipale, con la necessità di attendere l'approvazione dei singoli regolamenti comunali, considerata l'ampia potestà legislativa concessa a tali enti, che non si limita alla modulazione dell'aliquota, in aumento o in diminuzione, fino a 0,2 punti percentuali.
L'unica certezza è l'impossibilità di usufruire dell'aliquota ridotta pari allo 0,4% per le abitazioni principali concesse in uso gratuito (comodato) a parenti, con la conseguenza che, fatte salve indicazioni regolamentari diverse, a questa tipologia si rende applicabile l'aliquota maggiorata pari allo 0,76% e che soltanto le unità inserite nelle categorie C/2, C/6 e C/7 possono essere considerate pertinenze dell'abitazione principale, con l'applicazione della relativa aliquota ridotta.
Peraltro, rispetto all'imposta municipale a regime, non è prevista neppure la riduzione al 50% dell'imposta dovuta per gli immobili locati, stante il rinvio alla potestà legislativa dei comuni che hanno la facoltà di ridurre l'aliquota di tali immobili fino allo 0,4%.
Con riferimento alle ulteriori perplessità, permane quella dei fabbricati inagibili o non abitabili, per i quali il comma 1, dell'art. 8, dlgs n. 504/1992, dispone la riduzione del 50% dell'imposta dovuta, se non utilizzati nel periodo, mentre le disposizioni di cui all'art. 13, dl n. 201/2011 non ne fanno alcun cenno, richiamando l'articolo 8 solo nella parte inerente (comma 4) le unità immobiliari, appartenenti alle cooperative a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari, ai fini del riconoscimento della detrazione di 200 euro, rapportata al periodo dell'anno in cui l'unità è adibita a tale scopo.
Nessun riferimento specifico alle esenzioni prescritte dall'art. 7, dlgs 504/1992 con riferimento agli immobili destinati «esclusivamente» ai compiti istituzionali posseduti da Stato, regioni, province e comuni, i fabbricati classificati nelle categorie «E» (da E/1 a E/9), i fabbricati destinati a usi culturali o all'esercizio del culto o posseduti dalla Santa Sede o Onlus, i terreni agricoli collocati nelle zone collinari o montane e gli immobili utilizzati dagli enti pubblici o privati diversi dalle società per l'esercizio di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie e didattiche o del culto.
Il nuovo tributo prevede esplicitamente l'applicazione di un'aliquota ridotta solo per l'abitazione principale e la detrazione per il coniuge separato o divorziato non assegnatario della casa coniugale, di cui al comma 3-bis, art. 6, dlgs n. 504/1992 e per l'unità immobiliare, non locata, posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili che prendono la residenza presso istituti di ricovero o sanitari per ricovero permanente, di cui al comma 56, dell'art. 3, legge n. 662/1996.
Dubbi sull'applicazione delle agevolazioni destinate agli immobili di interesse storico-artistico, compresi quelli appartenuti a enti pubblici o non commerciali, restando in piedi le disposizioni introdotte dall'art. 10, del dlgs n. 42/2004 per la determinazione della base imponibile ai fini dell'Ici, che non sono state abrogate.
Infine, si prende atto dell'innalzamento (in sede di conversione) della maggiorazione della detrazione limitata ai primi due anni di applicazione (2012 e 2013) che, con la nuova formulazione, non può superare l'importo massimo di 400 euro; di conseguenza, se la maggiorazione massima (400) si somma alla detrazione base (200), l'ammontare complessivo potrà raggiungere 600 euro.
Sul punto, infine, si ritiene che la detrazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante e residente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale, dovrà essere applicata pro rata temporis, mentre non risulta necessario che i figli siano fiscalmente a carico del proprietario, in attesa dei necessari chiarimenti sulla corretta ripartizione in presenza di figli di un solo coniuge o di figli comproprietari dell'unità immobiliare.
FONTE: ITALIA OGGI

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