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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE CONTI CAMPANIA: NEL TETTO DI SPESA DI PERSONALE ANCHE LO STAFF DEL SINDACO.

La conversione del decreto Monti introduce una novità di forte impatto sulla gestione del personale delle autonomie locali per il 2012. Viene infatti riportato al 50% il limite massimo del rapporto tra spese di personale e spese correnti per stabilire la possibilità di assunzione degli enti. Nel calcolo sono da includere anche i costi delle società partecipate.
E proprio al foto-finish sono giunti i necessari chiarimenti della Sezione autonomie su come correttamente procedere. La deliberazione 14/aut/2011 identifica quindi aspetti soggettivi e modalità di calcolo: si agisce soltanto sul numeratore, ma le spese di personale delle società da sommare a quelle dell'ente sono da proporzionare in base ai corrispettivi a carico del l'ente medesimo (o ai ricavi derivanti da tariffa). E cioè: il valore della produzione della partecipata sta alle spese totali del personale della stessa come il corrispettivo sta alla quota del costo di personale attribuibile all'ente, che è appunto l'incognita da calcolare.
L'altro problema
Negli ultimi mesi i dubbi si sono però estesi anche su un'altra questione destinata ad avere conseguenze rilevanti nel 2012: i limiti alle assunzioni con le forme del lavoro flessibile. A oggi solo la Corte dei conti della Campania ha preso in esame il caso degli incarichi in staff degli organi politici e le situazioni correlate al comando dei dipendenti degli enti locali.
Fino alla legge di stabilità, il lavoro flessibile e le co.co.co non avevano per le amministrazioni territoriali un tetto preciso e definito; contribuivano a determinare il limite complessivo delle spese di personale di cui al comma 557 o 562 della legge finanziaria 2007. Con l'avvento della regola del turn-over del 20% delle cessazioni dell'anno precedente (solo per gli enti soggetti a Patto di stabilità) la situazione si è complicata in quanto, la delibera 46/2011 della Corte dei conti, sezioni riunite, ha ricompreso in questa percentuale ogni tipologia di assunzione e non solo quelle a tempo indeterminato.
A chiudere la vicenda, almeno dal punto di vista normativo, ci ha pensato la legge 183/2011 facendo rientrare gli enti locali tra le amministrazioni che, ai sensi dell'articolo 9 comma 28 del Dl 78/2010, devono contenere nel limite del 50% della spesa sostenuta nel 2009 le assunzioni a tempo determinato per contratti di formazione e lavoro, attraverso convenzioni, voucher (buoni lavoro), contratti di somministrazione e co.co.co.
Un quadro quindi particolarmente complesso che lascia non pochi dubbi concreti agli operatori. Anche perché, secondo alcuni, tra cui l'Anci, la norma non avrebbe carattere imperativo, ma costituirebbe un semplice "principio" a cui gli enti locali dovrebbero adeguarsi.
Norma cogente
La Corte dei conti della Campania non è però d'accordo e ritiene la norma cogente e di diretta applicazione anche per le Autonomie. Anche per questo motivo la Sezione campana ricomprende nel limite del 50% le assunzioni che avvengono ai sensi dell'articolo 90 del Dlgs 267/2000 e le situazioni di comando dei dipendenti. Con la deliberazione 493/2011 innanzitutto afferma che è completamente mutato il quadro preso in riferimento dalla Corte dei conti, sezioni riunite, nella deliberazione 46/2011 che, tra l'altro, prevedeva casi di deroga in presenza di eccezioni espressamente stabilite per legge. La disposizione - che è entrata in vigore ieri - non ammette quindi alcuna deroga e secondo i giudici contabili campani si estende anche alle assunzioni in staff degli organi politici.
La delibera 497/2011 affronta, invece, il caso del comando ricomprendendolo nel calcolo del 50% rispetto alla spesa del 2009 in quanto viene di fatto assimilato a un'assunzione a tempo determinato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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