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NOVITÀ NORMATIVE

CREDITO ICI PRIVILEGIATO ANCHE PER IL PASSATO.

La manovra Monti blinda il privilegio sul credito Ici dei comuni; anche per il passato.
Con norma di interpretazione autentica viene allargato l'ambito operativo della disposizione civilistica che tutela i crediti degli enti per i tributi locali, includendo espressamente tutti i balzelli di natura territoriale e dirimendo, finalmente, la questione relativa alla spettanza del privilegio Ici.
Il comma 13 dell'articolo 13 del d.l. 201 del 2011 convertito in legge 214 del 2011, dispone testualmente, che «Ai fini del quarto comma dell'articolo 2752 del codice civile il riferimento alla ''legge per la finanza locale'' si intende effettuato a tutte le disposizioni che disciplinano i singoli tributi comunali e provinciali».
Si tratta del privilegio di grado ventesimo attribuito ai «crediti per le imposte e tributi dei comuni e delle province previste dalla legge per la finanza locale e dalle norme relative all'imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni».
Il problema nasce perché la disposizione civilistica non attribuisce in via generale il privilegio a tutti i crediti tributari di comuni e province, ma soltanto a quelli previsti «dalla legge per la finanza locale (testo unico 14 settembre 1931 n. 1175) e dalle norme relative all'imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni»; sulla base di una interpretazione restrittiva la norma è stata interpretata nel senso di negare il privilegio ad altri crediti comunali, pur ritenuti aventi natura tributaria, ma non previsti dal suddetto testo unico sulla finanza locale. Tra questi, in primis, l'Ici.
Si diceva che ove il legislatore avesse voluto accordare il privilegio a tutti i crediti per imposte, tasse e tributi dei comuni e delle province, non avrebbe posto l'ulteriore aggiunta «previsti dalla finanza locale».
Peraltro anche il fatto di aver esteso espressamente il privilegio, oltre che alle imposte previste dalla legge sulla finanza locale, ad altre singole imposte lascerebbe intendere che tutto quello non previsto dalla norma deve considerarsi non assistito da alcun privilegio.
E ancora con il dlgs n. 507 del 1992 è stato espressamente riconosciuto il privilegio anche ad altri tributi locali (Tarsu e Tosap), non menzionando affatto l'Ici.
Tali interpretazioni sono state però nel corso degli ultimi anni fortemente ridimensionate.
Il rinvio al testo unico è stato sempre più spesso inteso in maniera formale e non sostanziale, anche soprattutto in virtù del fatto che lo stesso andava, via via, svuotandosi di contenuti a seguito dell'abolizione e della riorganizzazione dei tributi locali.
In realtà il motivo più penetrante di un tale dietrofront è legato proprio all'impossibilità di accettare che il principale tributo locale, l'Ici, rimanesse sprovvisto della garanzia di un privilegio riconosciuto a molti altri tributi minori.
Tale nuova presa di posizione venne sancita, a livello giurisprudenziale, dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, con sentenza del 17/05/2010 n. 11930; si disse, per giustificare l'applicabilità del privilegio all'Ici, che «le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi possono essere oggetto di un'interpretazione estensiva che sia diretta a individuarne il reale significato e la portata effettiva in modo da delimitare il loro esatto ambito di operatività».
Proprio la finalità dell'imposta legata alla necessità di garantire agli enti locali la provvista dei mezzi economici necessari per l'adempimento dei loro compiti istituzionali, è sufficiente per la spettanza del privilegio.
Con l'intervento normativo tale orientamento viene definitivamente accolto anche a livello normativo.
Peraltro il fatto che si tratti di una norma di interpretazione autentica apre la strada alla sua valenza retroattiva mettendo in discussione tutti i comportamenti assunti nel passato.
Nelle procedure concorsuali aperte, tanto per stare sul concreto, occorrerà verificare se il tributo locale è stato ammesso con privilegio o in chirografo, lasciando aperta la strada della possibile rettifica dello stato passivo.
FONTE: ITALIA OGGI

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