PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

L'IMPOSTA DI SCOPO RIMANE ANCHE DOPO L'ICI.

I pochi comuni che hanno istituito l'imposta di scopo, come il comune di Rimini, si chiedono se nel 2012 potranno continuare ad applicarla. Altri si chiedono se possono istituirla, considerato che è venuto meno il blocco tariffario disposto dall'articolo 1 del Dl 93/2008.
La norma istitutiva (legge 296/2006) prevede la possibilità di istituire l'imposta per finanziare la parziale copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche, individuate nel regolamento comunale.
Per la sua disciplina c'è un rinvio espresso a quella in materia di Ici; l'imposta è dovuta, per un periodo massimo di cinque anni, applicando alla base imponibile dell'Ici un'aliquota nella misura massima dello 0,5 per mille.
Il decreto sul federalismo municipale (articolo 6 del decreto legislativo 23/2011) ha disposto un'ampia revisione del tributo, da attuarsi con Dpr, non ancora emanato: possibile una durata più lunga (fino a dieci anni), il finanziamento dell'intera spesa per l'opera pubblica da realizzare e l'individuazione di opere pubbliche ulteriori rispetto a quelle indicate nell'articolo 1, comma 149 della legge 296/2006.
Il dubbio sulla vigenza dell'imposta deriva dal fatto che nel 2012 l'Ici non sarà più applicabile. Tale circostanza però si deve ritenere ininfluente, non potendosi qualificare l'imposta di scopo come un'addizionale dell'Ici, nonostante i rinvìi alla sua disciplina.
L'imposta di scopo va qualificata con un tributo autonomo, da versare separatamente dall'Ici, e domani dall'Imu, con propri codici tributo (3926 per l'imposta, 3927 per gli interessi e 3928 per le sanzioni).
Se l'Ici può considerarsi imposta soppressa, la sua disciplina è oggi, seppur in parte, vigente, visto i rinvìi contenuti nella disciplina Imu, tra i quali anche quello relativo alla determinazione della base imponibile, seppur con moltiplicatori variati in aumento.
E, comunque, auspicabile un tempestivo intervento normativo - come proposto da Anci in sede di emendamenti alla legge di conversione del Dl 201/2011 - che permetta di applicare l'imposta di scopo con riferimento alla base imponibile dell'Imu, previa modifica delle aliquote precedentemente deliberate in modo da garantire invarianza della percentuale di copertura delle spese per la realizzazione dell'opera pubblica individuata nel regolamento comunale.
Diversamente, dal 2012, i contribuenti dovranno continuare a versare l'imposta di scopo facendo riferimento alla base imponibile Ici, utilizzando quindi i moltiplicatori ridotti previsti dal soppresso tributo comunale, facendo però alcuni distinguo, come per i fabbricati rurali, esclusi dall'Ici ma non dall'Imu.
Si ritiene, infine, che i comuni possano, pur con i limiti sopra evidenziati, istituire dal 2012 l'imposta di scopo, la quale dovrà essere disciplinata - in assenza dell'emanazione del Dpr previsto dal Dlgs 23/2011 - con le prescrizioni contenute nella legge 296/2007.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2018>
lunmarmergiovensabdom
272829303112
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio