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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 1° GENNAIO NELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO SPARISCONO LE ADDIZIONALI.

Dal 1° gennaio 2012 nelle sole regioni a statuto ordinario sono soppresse le addizionali comunali e provinciali all'accisa sull'energia elettrica, così come le maggiorazioni previste per coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti, mentre su tutto il territorio nazionale aumenta l'accisa erariale secondo le aliquote contenute nei decreti del ministero dell'economia e finanze del 30 dicembre 2011.
Gli utenti ubicati delle regioni a statuto speciale pagheranno, quindi, una bolletta più salata, poiché dovranno corrispondere non solo il tributo erariale secondo le nuove aliquote ma anche le addizionali comunali e provinciali che nel resto del territorio nazionale sono state soppresse.
L'individuazione di eventuali vizi di legittimità delle deliberazioni concernenti le maggiorazioni delle addizionali è riservata al ministero dell'economia e delle finanze e non alle società di erogazione dell'energia elettrica che devono applicare le misure di imposta deliberate dagli enti locali fino a che le stesse non vengano annullate in sede di autotutela o a seguito di impugnativa.
Queste sono le principali novità recate dalla circolare della direzione federalismo fiscale del ministero dell'economia e delle finanze n. 1/DF del 3 gennaio 2012, che segue a stretto giro di tempo i decreti dello stesso ministero del 30 dicembre 2011, intervenuti sull'accisa erariale all'energia elettrica che hanno aumentato gli importi per ogni chilowattora di energia impiegata in:
euro 0,0227 per qualsiasi applicazione nelle abitazioni;
euro 0,0121 per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle abitazioni.
La circolare ricorda che la nuova situazione è stata determinata dalle modifiche intervenute ad opera dei decreti sul federalismo municipale e provinciale i quali trovano applicazione unicamente nei comuni e nelle province delle regioni a statuto ordinario, e a questo proposito viene richiamata la precedente risoluzione n. 3/DF del 16 giugno 2011.
Per quanto riguarda l'addizionale comunale all'accisa sull'energia elettrica la circolare ricorda che l'art. 2, comma 6, del dlgs n. 23 del 2011, stabilisce esplicitamente che, a decorrere dall'anno 2012, l'addizionale comunale cessa di essere applicata nelle regioni a statuto ordinario ed è corrispondentemente aumentata, nei predetti territori, l'accisa erariale in modo tale da assicurare la neutralità finanziaria.
Per i comuni delle restanti regioni occorre, invece, avere riguardo al contenuto dei commi 2 e 3 dell'art. 14 in base ai quali le disposizioni si applicano nel rispetto delle procedure di confronto con lo stato appositamente delineate a seconda che si tratti di autonomie speciali che esercitino o meno le funzioni in materia di finanza locale.
Stesso discorso per l'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica. Infatti, l'art. 18, commi 5 e 6, del dlgs n. 68 del 2011, che stabilisce la soppressione dell'addizionale, è inserito nel Capo II di detto decreto, il cui art. 16 limita l'ambito di applicazione delle disposizioni in esso contenute alle sole province ubicate nelle regioni a statuto ordinario, in linea con le norme della legge delega sul federalismo fiscale n. 42 del 2009.
L'inquadramento dell'ambito di applicazione delle modifiche relative dettate dal federalismo municipale e provinciale comporta sicuramente una disparità di trattamento tra gli utenti delle regioni a statuto ordinario e quelli delle regioni a statuto speciale, poiché questi ultimi pagheranno non solo il tributo erariale secondo le nuove aliquote ma anche le addizionali comunali e provinciali, soppresse nelle regioni a statuto ordinario.
Gli altri temi su cui si è soffermata la circolare riguardano in sintesi la maggiorazione dell'addizionale comunale e provinciale all'accisa sull'energia elettrica prevista dall'art. 2, comma 2-bis del dl n. 225 del 2010, che i comuni e le province possono deliberare per coprire i costi del servizio di gestione dei rifiuti. Il dicastero ne ha ribadito la natura tributaria ed ha conseguentemente precisato che essa si applica, a partire dall'anno 2012, nelle sole regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano.
Per ciò che concerne la data di decorrenza, viene specificato che, essendo la maggiorazione diretta ad assicurare la copertura dei costi del ciclo di gestione dei rifiuti, essa deve essere riferita all'intero anno 2011, ferma restando la possibilità per gli enti locali di stabilire una diversa decorrenza nell'ambito dello stesso 2011. Le somme relative alla maggiorazione devono essere, inoltre, esposte indistintamente a quelle concernenti l'addizionale.
Importanti considerazioni riguardano il regime degli arrotondamenti, poiché anche nell'ipotesi in cui il valore della maggiorazione deliberata dall'ente locale sia espresso in termini percentuali, la determinazione del tributo deve avvenire tenendo conto di tutte le cifre decimali che risultano dall'applicazione dei criteri di calcolo, ma, al fine del pagamento del tributo, occorre effettuare l'arrotondamento in misura di due cifre decimali dopo la virgola. Per cui, se il terzo decimale è inferiore a 5, l'importo da pagare deve essere arrotondato per difetto, mentre se è uguale o superiore a 5, l'importo da pagare deve essere arrotondato per eccesso.
Passando a occuparsi delle operazioni di conguaglio dei consumi per gli anni precedenti al 2012, la circolare conferma che occorre operare prendendo a base le misure dell'addizionale comunale e provinciale vigenti in ciascun anno oggetto di rettifica.
Per quanto concerne, invece, gli acconti dell'accisa per l'anno 2012, nulla è cambiato, poiché continua ad applicarsi l'art. 56 del dlgs n. 504 del 1995, mente per quanto riguarda le modalità di recupero dei crediti maturati per l'addizionale comunale e provinciale in periodi d'imposta precedenti, viene affermato che gli eventuali crediti relativi alle somme corrisposte agli enti locali dovranno essere richieste esclusivamente a questi ultimi che sono i soli soggetti nei confronti dei quali detti crediti sono maturati.
FONTE: ITALIA OGGI

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