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NOVITÀ NORMATIVE

PER I TRIBUTI MINORI BLOCCO DEGLI AUMENTI.

Quest'anno i Comuni possono azionare la leva fiscale sostanzialmente su due tributi: l'Imu e l'addizionale comunale Irpef. Sono questi gli effetti del "blocco" dei tributi locali, confermato dalla legge di stabilità 2011. Il blocco è stato introdotto con il Dl 93/08, che ha sospeso il potere di Regioni ed enti locali di aumentare tributi, addizionali e aliquote. L'articolo 77-bis della legge 133/08 ha formulato una più puntuale delimitazione temporale del blocco, operante per il triennio 2009-2011, fatta eccezione per gli aumenti relativi alla Tarsu. La previsione è stata poi confermata dalla legge 220/2010 senza tuttavia definire una data finale, collegando la cessazione del blocco «all'attuazione del federalismo fiscale». Il decreto Monti ha infine abrogato l'articolo 1 del Dl 93/08, cioè la norma originaria, ma ha lasciato in piedi la disposizione della legge 220/2010 con la conseguenza che il blocco deve ritenersi tuttora in vigore, almeno per i tributi non interessati da interventi ad hoc del legislatore. Non è per nulla chiaro, tuttavia, quando potrà ritenersi realizzato il federalismo fiscale. Occorre cioè capire se è sufficiente l'adozione del Dlgs 23/2011 sul fisco municipale - ma in questo caso il blocco sarebbe già cessato - oppure se bisogna tenere conto dell'effettiva data di entrata in vigore delle norme contenute nei vari decreti. In questo caso andrebbe comunque individuato l'anno di riferimento, se il 2014 previsto dal Dlgs 23/2011 oppure il 2015 (Imu a regime) o addirittura il 2012 previsto dal Dl 201/2011 (Imu anticipata). Senza considerare, peraltro, che ulteriori decreti correttivi possono modificare le decorrenze già previste. Resta quindi aperta la questione sull'attuazione del federalismo fiscale, che dovrebbe ritenersi non ancora realizzato. In ogni caso manca una disposizione che faccia cessare espressamente il blocco dei tributi ancorché attualmente limitato a quelli minori. Il divieto riguarderebbe la tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap), l'imposta comunale sulla pubblicità (Icp), il diritto sulle pubbliche affissioni (Dpa) e il canone sugli impianti pubblicitari (Cimp). I Comuni di conseguenza, non sembrano poter aumentare le tariffe Icp, Dpa, Tosap e Cimp, né aggirare il blocco con aumenti "indiretti" limitando le agevolazioni o introducendo la categoria speciale. Al blocco sfuggono invece le entrate extratributarie, tra cui il canone per l'occupazione di spazi pubblici (Cosap) che la Corte costituzionale ha ritenuto un'entrata patrimoniale. Resta, dunque, uno spazio di manovra piuttosto ampio per i Comuni, che possono intervenire sull'Imu anticipata, sull'addizionale Irpef, oltre che sull'imposta di soggiorno per gli enti che possono istituirla. Rimane anche la possibilità di variare le tariffe Tarsu (in quanto espressamente esclusa dal "blocco") nonché della Tia1-Tia2, trattandosi di prelievi correlati ai costi del servizio, mentre non si ritiene invece possibile istituire l'imposta di scopo poiché manca il regolamento statale attuativo che avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 ottobre 2011 e in assenza peraltro di una previsione analoga all'imposta di soggiorno.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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