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NOVITÀ NORMATIVE

LA TRASPARENZA NON RIGUARDA I SINDACI

Gli enti locali non sono obbligati a pubblicare i curriculum e le retribuzione di sindaci, presidenti delle province, assessori e consiglieri. A seguito della circolare 1/2010 della Funzione pubblica, contenente la condivisibile precisazione dell'applicabilità dei commi 8 e 9 dell'articolo 11 del dlgs 150/2009 (riforma Brunetta della p.a.) anche alle amministrazioni locali, si è diffusa la tesi secondo la quale in dette amministrazioni risulti necessario applicare la lettera h del richiamato comma 8.
Si tratta della disposizione che prevede la pubblicazione nei siti delle amministrazioni de «i curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo». Nel novero di coloro che «rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo» taluni riscontrano proprio i componenti degli organi di governo locali. E le tesi sulla necessità di pubblicare curriculum e retribuzioni di tali soggetti non sono nemmeno concordanti: taluni, in effetti, ritengono che l'adempimento debba restringersi ai soli consiglieri. Infatti, nell'ordinamento locale, ai sensi dell'articolo 42, comma 1, del dlgs 267/2000 è il consiglio ad essere l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. Per cui, si potrebbe trarre la conclusione dell'obbligo di pubblicare solo i curriculum dei consiglieri.
A meglio osservare l'articolo 11, comma 8, lettera h), del dlgs 150/2009 e la stessa circolare 1/2010, nessuna di queste tesi appare condivisibile. La pubblicazione dei dati riferiti ai componenti degli organi di governo è, oggettivamente, al di fuori del contesto normativo della riforma.
Non si deve dimenticare che, come specificato dalla rubrica, essa contiene disposizioni in «materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni». La trasparenza, chiarisce il comma 1 dell'articolo 11, riguarda «informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti».
Oggetto, dunque, del dlgs 150/2009 sono l'organizzazione ed il rapporto di lavoro. I dati soggetti alla trasparenza concernono necessariamente questi oggetti e non altri. Dunque, gli elementi da pubblicare riguardano coloro che conducono con l'amministrazione pubblica un rapporto di lavoro subordinato o autonomo. Infatti, la produttività, la valutazione, l'efficienza ed il controllo diffuso sulle modalità di affidamento degli incarichi esterni possono riguardare esclusivamente detti soggetti. Non certamente gli organi di governo, che trovano la loro legittimazione nell'insediamento nella carica derivante dall'elezione da parte del corpo elettorale o nella nomina di secondo grado, da parte dei vertici monocratici.
D'altra parte, la circolare 1/2010 non afferma in alcun modo, in via esplicita, che la pubblicazione di curriculum e retribuzioni riguardi gli organi di governo locali, per quanto abbia chiarito che il comma 8 dell'articolo 11 sia obbligatorio anche per detti enti.
In effetti, la lettera h) di tale comma 8 non può considerarsi operante, perché essa non può che riguardare ben altri soggetti e, cioè, coloro che, pur conducendo un rapporto di lavoro con un'amministrazione pubblica, riveste un incarico di indirizzo politico. Ad esempio, i rettori delle università o i direttori generali delle aziende sanitarie. Solo per questi casi risulta coerente con i fini della norma la pubblicazione di curriculum e retribuzione, così da consentire alla cittadinanza di valutare quali siano i requisiti professionali del soggetto destinatario di incarichi di indirizzo politico-amministrativo. Non ha, invece, senso alcuno, ai fini della riforma, la verifica dei curriculum e delle retribuzioni degli organi elettivi, considerando che essi non sono lavoratori dipendenti degli enti locali.
Detto questo, nulla vieta alle amministrazioni locali, in un'applicazione estensiva della trasparenza, pubblicare egualmente curriculum e retribuzioni (cioè, indennità e gettoni di presenza) dei componenti dei propri organi di governo. Ma, si tratterebbe dell'esercizio di una facoltà, non di un obbligo, in quanto, come rilevato sopra, l'articolo 11, comma 8, lettera h), non può considerarsi riferito agli organi di governo locale.
FONTE: ITALIA OGGI

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