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NOVITÀ NORMATIVE

IMU, PATTO E FONDI STATALI: REBUS SUI BILANCI.

I frutti dell'Imu per il Comune dopo la divisione a metà con lo Stato del gettito da immobili diversi dalla prima casa? Sconosciuto. L'entità del fondo di riequilibrio? Non pervenuta. L'obiettivo del Patto di stabilità? Dipende dalla «virtuosità», anch'essa avvolta nella nebbia.
Su presupposti così, fare un bilancio seguendo i criteri della «veridicità» e dell'«attendibilità» imposti dalla legge è un'impresa impossibile, e per questa ragione un gruppo di responsabili dei servizi finanziari di Comuni piemontesi, con una mossa inedita, ha scritto al premier Mario Monti e al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri per chiedere «con urgenza» certezze ufficiali almeno sulle dimensioni dell'assegno statale destinato a ogni municipio come quota del fondo di riequilibrio e sugli obiettivi del Patto di stabilità, indicando in fretta i virtuosi da escludere dai vincoli e gli altri che devono sopportare il carico aggiuntivo.
Senza, scrivono, è impossibile gestire «seriamente» il 2012, e rispettare la legge. I temi sollevati dai responsabili amministrativi dei conti locali intorno a Torino sono condivisi dai loro colleghi in giro per l'Italia, e sono stati al centro dei lavori del tradizionale Meeting annuale Anci sulla finanziaria (quest'anno «sulle finanziarie») che si è tenuto ieri a Viareggio.
Sull'Imu, i problemi principali arrivano per i singoli Comuni dalle incertezze sugli effetti delle detrazioni (200 euro per tutti più 50 euro per ogni figlio convivente) e dalla riscrittura della disciplina di assimilazioni e pertinenze. Scompaiono le assimilazioni locali all'abitazione principale (per esempio per gli immobili affittati come prima casa), ma anche le agevolazioni per terreni agricoli, immobili storici, abitazioni possedute da residenti all'estero o anziani ricoverati (se non locate).
Le incertezze sull'Imu si riflettono sul fondo di riequilibrio che, secondo il decreto «salva-Italia» (articolo 13, comma 17 del Dl 201/2011) varia per compensare le differenze fra il gettito Ici e quello dell'Imu stimato «ad aliquota base». I tavoli tecnici sono al lavoro per sciogliere tutti i nodi della matassa, e il frutto dovrebbero essere due provvedimenti ministeriali per ufficializzare i numeri sulla compensazione e sul totale del fondo perequativo (che quest'anno imbarca anche l'Iva prima distribuita su base territoriale).
L'altro fronte è quello della «riscrittura» del Patto su cui la commissione paritetica fra Governo ed enti territoriali dovrà produrre una proposta entro tre mesi. Fra le idee dei sindaci rilanciate ieri da Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e membro dell'Ufficio di presidenza Anci, c'è anche quella di sbloccare una quota significativa di residui (tra il 5 e il 10%) e cancellare i trasferimenti ridando ai Comuni l'intera Imu, evitando la divisione con lo Stato che blocca l'autonomia locale su questa leva fiscale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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