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NOVITÀ NORMATIVE

NEI BILANCI VA PREVISTA LA RIDUZIONE DEL DEBITO.

I Comuni che in questi giorni stanno definendo i loro atti di programmazione e predisponendo il bilancio di previsione si trovano di fronte a non pochi dubbi interpretativi e alla difficoltà di definire alcuni nodi cruciali.
Uno dei temi che suscita interrogativi è quello dell'indebitamento e dello stock di debito, che costituiscono una componente del debito sovrano del Paese - ridotta rispetto a quella di altre Pubbliche amministrazioni, ma comunque significativa.
Da qui l'attenzione che la legge di stabilità 2012 ha dedicato a questo tema, dedicandovi l'intero articolo 8, che comporta, per chi non ne rispetta il contenuto, l'imposizione di un tetto alla spesa corrente (pari alla media dell'ultimo triennio) e il divieto assoluto di assunzione del personale.
Anzitutto, la norma stabilisce anzitutto l'obiettivo della riduzione dello stock di debito, a partire dal 2013, lasciato però incerto nell'ammontare, in quanto ne è stata rinviata la quantificazione a un decreto dell'Economia, per ora non emanato.
Oltre a ciò, e di immediato effetto, l'articolo 8 prevede la riduzione delle soglie dettate dall'articolo 204 del Dlgs 267/2000 all'assunzione di mutui, consistenti in un limite definito come incidenza percentuale degli interessi sulle entrate ordinarie dell'ente locale (primi tre titoli dell'entrata). La novità è una definizione di un tetto che scende bruscamente nel triennio di programmazione (in coerenza conia previsione della riduzione dello stock): 8% nel 2012, 6% nel 2013%, 4% nel 2014.
Se fin qui la questione è chiara, nascono invece dei dubbi in merito alla concreta applicazione in un momento in cui i Comuni si trovano di fronte all'effetto congiunto di una riduzione delle entrate e ad un tendenziale aumento dei tassi di interesse.
A questo si aggiunga che le recenti interpretazioni della Corte dei Conti hanno inteso ampliare il concetto di indebitamento, chiarendo il ruolo del leasing finanziario (si vedano le delibere della Corte dei conti Lombardia n. 87/2008 e della Corte dei conti Marche n. 14 del 2011).
Il problema, in sostanza, insorge in due casi. Il primo. è sintetizzabile in un quesito: «Posso indebitarmi nel 2012 se prevedo che questo debito mi comporterà un superamento del tetto previsto nel 2013 o nel 2014?».
Anche se la norma non lo esplicita come viene invece fatto per il Patto, si ritiene che il significato autorizzatorio del bilancio pluriennale renda inammissibile tale atteggiamento, e che quindi un bilancio del genere non possa ricevere il parere di regolarità contabile e amministrativa da parte del responsabile dei servizi finanziari e dell'organo di revisione. In questo senso, del resto, si è già mossa molta parte della dottrina contabile.
Problema più complesso è quale debba essere l'atteggiamento di un ente che si trova, in ragione della sua situazione pregressa, già nel 2013 in una situazione di violazione della norma. In questo quadro, oltre alle sanzioni normative (eccessivamente pesanti) conteranno molto le scelte di gestione dell'ente in tema di riduzione dell'indebitamento, sia a livello di programmazione (piano di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare) sia di gestione. In particolare diventerà necessario, nel rispetto dei principi di finanza pubblica, destinare l'avanzo di amministrazione a riduzione dell'indebitamento, operazione che, per altro, presenta evidenti vantaggi in chiave di Patto e di flessibilità della spesa corrente.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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