PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

ALMENO 2 ANNI DI ALBO PER ESSERE REVISORE.

Via libera del Viminale al decreto che riscrive le regole di nomina dei revisori dei conti degli enti locali, secondo il meccanismo dell'«estrazione» previsto dalla manovra-bis di Ferragosto (articolo 16, comma 25 del DI 138/2011).
Il provvedimento, ora firmato dal ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, ha però ancora bisogno di alcune settimane per entrare pienamente in vigore, dal momento che il Viminale deve ultimare il sistema telematico che guiderà l'assegnazione dei professionisti del controllo a Comuni e Province.
Nel frattempo, l'articolo sulle disposizioni transitorie si preoccupa di chiarire i dubbi degli enti locali sulle modalità da seguire nell'attesa. I revisori e i collegi che scadono possono continuare a operare con il regime della proroga, che però non può superare i 45 giorni: se i tempi supplementari non bastano ad arrivare al rinnovo con il nuovo sistema in vigore, si dovrà procedere alla nomina seguendo le vecchie regole, per quel che riguarda sia le procedure sia la durata del mandato. Definitivamente bocciate, quindi, le varie ipotesi di nomina «breve» che si erano affacciate in molti enti locali.
Con la firma del ministro diventa definitiva la scansione dei requisiti per poter fare il revisore nelle tre fasce demografiche in cui vengono suddivisi a questo scopo gli enti locali: chi aspira alla prima esperienza di revisione potrà debuttare esclusivamente negli enti fino a 5mila abitanti (viene così recepita una delle richieste avanzate dall'associazione dei Comuni), purché abbia alle spalle almeno due anni di iscrizione all'albo e dieci crediti formativi ottenuti nell'anno precedente la nomina.
Il requisito dei dieci crediti formativi torna anche per le altre due fasce, che però richiedono naturalmente requisiti più elevati: per controllare i conti nei Comuni fra 5mila e 15mila abitanti occorreranno cinque anni di iscrizione all'albo e tre anni di esperienza di revisione già maturati in un ente locale, mentre per entrare nei collegi che vigilano sui bilanci dei Comuni con più di 15mila abitanti e delle Province occorreranno dieci anni di iscrizione all'albo e due incarichi di revisione già svolti.
Come si vede, il ministero ha cercato di sfruttare le possibilità di «riduzione del danno» rispetto al criterio tutto puntato sull'anzianità di iscrizione all'albo prospettato dalla norma originaria.
Il decreto segue la stessa strada anche quando disciplina le modalità di individuazione "territoriale" del revisore. La manovra-bis prevede bacini regionali ma (vista anche l'entità dei compensi) in molte Regioni è impossibile chiedere ai professionisti di spostarsi da un capo all'altro del territorio.
Per questa ragione, il sistema telematico che governerà i flussi dei revisori prevedere la possibilità per il professionista di spuntare una o più province in cui non intende dare la disponibilità per svolgere l'attività di revisione. Cambiano infine anche i criteri per la nomina del presidente all'interno dei collegi operanti nei Comuni superiori a 15mila abitanti e nelle Province. La presidenza del collegio sarà affidata al professionista con più anni di esperienza alle' spalle nelle vesti di revisore dei conti, e a parità di «anzianità» nel ruolo si terrà conto della dimensione demografica degli enti locali in cui si è svolta l'esperienza passata.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<dicembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
27282930123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio