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NOVITÀ NORMATIVE

ALLO STUDIO NUOVE FORME DI PAGAMENTO PER I DEBITI DELLA PP.AA.

Il governo mette sul tavolo sei miliardi per la parziale estinzione dei vecchi debiti delle pubbliche amministrazioni con i fornitori. Una «dote» che potrà essere spesa in parte per cassa in parte con l'assegnazione di titoli del debito pubblico se, a chiedere questa misura alternativa di pagamento, sarà il creditore. Slitta, invece, la norma che sanziona i futuri ritardi dei pagamenti della Pa alle imprese e che prevedeva l'introduzione di un «mora» dell'8%, da sommare ai tassi di interesse Bce, nei casi di saldi oltre il termine di 60 giorni. La misura per il momento accantonata era stata messa a punto da Enzo Moavero Milanesi per il recepimento della direttiva europea per il contrasto dei ritardi nei pagamenti delle amministrazioni (2011/7/Ue).
Un rinvio solo temporaneo, stando alle dichiarazioni fatte dallo stesso presidente del Consiglio, Mario Monti, nel corso di una trasmissione televisiva: presenteremo quella misura «solo quando sarà stata messa a punto nei dettagli perché noi preferiamo annunciare le decisioni quando sono prese, non prima» ha chiarito il premier. E poco prima anche il ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e i Trasporti, Corrado Passera, aveva parlato di un «lavoro ancora incorso» vista la necessità di «rispettare i vincoli di bilancio».
Il pagamento di parte dei vecchi debiti dovrebbe realizzarsi utilizzando i fondi speciali sui residui passivi perenti di parte corrente e quelli in conto capitale. A decidere sul tipo di bond da utilizzare, solo per chi lo vorrà, per l'estinzione dei debiti sarà il ministero dell'Economia con proprio decreto e l'operazione non andrà comunque ad incrementare lo stock del debito pubblico visto che le assegnazioni non saranno computate nei limiti delle emissioni nette già fissate dalla legge di Bilancio.
La bozza del decreto entrata in Consiglio (su cui il confronto tecnico resta aperto) prevedeva, come detto, un meccanismo di riassegnazione dei residui passivi bilanciato con una corrispondente quota da reperire con le compensazioni sui crediti d'imposta.
Il decreto prevede anche nuove responsabilità per i dirigenti incaricati alla tenuta del bilancio di ogni singola amministrazione. Per garantire tempestività dei pagamenti, il piano finanziario che autorizza i rimborsi ai fornitori per tutte le voci di spesa corrente e di spesa in conto capitale dovrà essere aggiornato ogni mese; un obbligo la cui violazione farà scattare una responsabilità disciplinare, amministrativa nonché il risarcimento del danno patrimoniale a carico dello stesso dirigente.
Per pianificare i tempi di pagamento si potranno effettuare compensazioni di cassa su singoli capitoli di bilancio di ogni amministrazione mentre per le autorizzazioni di spesa pluriennali scatteranno vincoli più stretti sulle spese non impegnate a chiusura di ogni esercizio, con il loro definanziamento automatico dopo tre anni consecutivi di non utilizzo.
Prevista, infine, una importante operazione temporanea di coordinamento di finanza pubblica finalizzata alla «tutela dell'unità economica della repubblica». Si prevede la sospensione fino alla fine del 2014 della tesoreria unica per gli enti e gli organismi pubblici soggetti a questo regime. Entro fine febbraio tesorieri e cassieri di queste amministrazioni dovranno versare sulle rispettive contabilità speciali aperte presso la tesoreria dello Stato il 50% delle loro disponibilità liquide depositate in banca, mentre la restante quota di questa «liquidità esigibile» dovrà essere girata sulla contabilità speciale entro il prossimo 16 aprile. Gli eventuali investimenti finanziari dovranno essere «smobilizzati» eccezion fatta per quelli in titoli di Stato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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